Un progetto comune per l'Abruzzo: pia illusione o possibilità praticabile?

Un progetto comune per l'Abruzzo: pia illusione o possibilità praticabile?
Gli anni passano, ma niente cambia. Sono andato a rileggermi quello che avevo scritto il 22 giugno 2005 a proposito del Live 8 “italiano”, e mi sono reso conto che buona parte delle considerazioni contenute in quell’invettiva (qui: www.rockol.it/news-71858/Live-8-e-mezzo--continuiamo-a-farci-del-male) sono ancora, e purtroppo, attualissime.
Scrivo, tanto per cambiare, dopo essermi incazzato; e scrivo, come al solito, a titolo del tutto personale, stavolta ancora di più perché il mio editore, l’editore di Rockol, è direttamente coinvolto nel tema di cui sto per parlarvi. Cercherò di essere breve, ma non assicuro di riuscirci. Tema: il terremoto in Abruzzo e le iniziative connesse – quelle nate nel mondo della musica, ovvio.
Premetto che detesto la beneficenza pubblicizzata, ogni genere di beneficenza pubblicizzata, e che detesto l’idea che un cantante o un personaggio pubblico ricavi visibilità dalla partecipazione a un evento benefico; premetto anche che preferirei che ogni cantante destinasse parte dei suoi (spesso) lauti guadagni alla beneficenza senza strombazzarlo e senza farsene bello; premetto infine che mi rendo comunque conto che la “sensibilizzazione” del grande pubblico è un risultato che si può ottenere soprattutto facendo leva sui media.
Tutto questo premesso (scrivo come un avvocato, cribbio), ho assistito nei giorni scorsi a una serie di fatti che proprio non riesco a considerare accettabili.
So di artisti che hanno proposto un proprio concerto gratuito, a proprie spese, a un teatro di Roma, e che si sono sentiti rispondere che l’affitto del teatro e le spese del personale andavano comunque pagati.
So di concerti organizzati sull’onda di un apprezzabilissimo e rispettabilissimo coinvolgimento emotivo personale e che si sono risolti (purtroppo, purtroppo) in insuccessi di pubblico e, quindi, di incassi; e i cui organizzatori hanno espresso riserve critiche su iniziative pro Abruzzo di altri (colleghi, fra l’altro).
So di quotidiani che decidono – inaccettabilmente sotto ogni punto di vista – di non scrivere di iniziative di enorme rilievo, anche mediatico, perché un altro quotidiano ne ha già scritto.
I nomi, certo. Lo sapete che non ho mai problemi a farne. Vinicio Capossela è l’artista che ha offerto un proprio (ulteriore) concerto gratuito al teatro di Roma nel quale si stava esibendo nei giorni del terremoto, e si è sentito dare la risposta di cui sopra.
Franz Di Cioccio è l’organizzatore del concerto “Insieme per l’Abruzzo” al Palasharp di Milano (500 persone, mi hanno riferito più fonti) che, la mattina stessa del concerto, ha dichiarato a “La Repubblica” a proposito del progetto “Domani” di Mauro Pagani, Jovanotti e Giuliano Sangiorgi: “Il concerto dà un altro senso rispetto a una canzone, in cui un artista non suda. E anche l'idea di usare una canzone già edita non mi piace molto: ‘We are the world’ era nuova, scritta apposta”.
“La Repubblica” è il quotidiano che non scrive del progetto “Amiche per l’Abruzzo” di Laura Pausini perché ne ha scritto per primo “Il Corriere della Sera”.
“Il Corriere della Sera” è il quotidiano che non scrive del progetto “Domani” perché ne ha scritto per primo “La Repubblica”.
Ora: io sono indignato e disgustato e schifato – non sorpreso, intendiamoci: conosco troppo bene l’ambiente in cui lavoro da decenni per stupirmi di meschinità, ripicche, ottusità, gare a chi ce l’ha più lungo. E conosco troppo bene l’ambiente in cui lavoro da decenni per sapere che la proposta che sto per avanzare non otterrà ascolto. Ma la faccio ugualmente. E faccio mia una frase di Franz Di Cioccio, sempre nell’intervista a “La Repubblica” di cui sopra:
“Sarebbe bello che poi tutto confluisse in una unica iniziativa benefica, sennò vuol dire che la musica non è ancora sufficientemente grande e matura per questi gesti di solidarietà e ci si perde nei personalismi e nei protagonismi”. Di Cioccio, naturalmente, ipotizza che l’unica iniziativa benefica sia la sua “Insieme per l’Abruzzo”. A me non importa un beneamato cazzo in quale, delle iniziative in corso, possano confluire le altre. M’importa solo che sia in grado di far arrivare soldi veri e da subito dove ce n’è bisogno.
Per uscire dal generico: visto che martedì 5 maggio a Roma ci sarà la conferenza stampa del progetto “Domani”; e visto che, pare, giovedì ci sarà la conferenza stampa del progetto “Amiche per l’Abruzzo”; io credo che lunedì 4 maggio i promotori delle quattro iniziative di cui ho parlato finora (non ho nominato quella del mio editore, “La musica per L’Abruzzo”) dovrebbero incontrarsi, confrontarsi, parlarsi, e uscire dalla stanza con un progetto comune.
Lo faranno?
(franco zanetti)
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