Tony Levin Stickmen Trio: in Italia gli ambasciatori del 'Chapman Stick'

Tony Levin Stickmen Trio: in Italia gli ambasciatori del 'Chapman Stick'
Tre uomini e quattro “bastoni”: le bacchette della batteria di Pat Mastelotto, vigoroso drummer in forze ai King Crimson, più gli stick a dodici corde suonati da Tony Levin (altro cortigiano del Re Cremisi, oltre che inseparabile spalla di Peter Gabriel) e da Michael Bernier, che con i suoi 35 anni è il ragazzino del gruppo. Di una vera e propria band si tratta, infatti, con un disco (“Stick man”, a nome del solo Levin) già in circolazione, e un altro in cantiere per l’autunno. E con un’intensa attività live, che vede i tre virtuosi impegnati in questi giorni in un tour italiano che stasera fa sosta al Blue Note di Milano. Si sono battezzati Tony Levin Stickman Trio in onore proprio al Chapman Stick, perno strumentale della loro originale proposta musicale. “Ha dodici corde, sei di basso e sei di chitarra, e un’uscita stereo” spiega Levin, americano di Boston classe 1946, alternando la lingua madre all’italiano che coltiva con interesse dai tempi di una antica collaborazione con Claudio Baglioni. “Suonando con Gabriel e con i Crimson io l’ho sempre utilizzato principalmente come un basso, mentre Michael è abile a usarlo come una chitarra. Ho pensato che sarebbe stato bello allestire un gruppo per sperimentare tutte le potenzialità dello strumento”. “E’ dotato di corde ma può anche essere percosso ricorrendo alla tecnica del tapping”, aggiunge Mastelotto. “Dunque lo si può impiegare contemporaneamente per la ritmica e per le parti soliste, proprio come un pianoforte. Usando entrambe le mani su tutte le corde, lo si può suonare molto velocemente. Molti specialisti lo utilizzano senza effetti, producendo un suono simile a quello di un clavicembalo. Ma Tony, Michael, Trey Gunn e altri ricorrono volentieri ai distorsori”. “Io”, interviene Michael, “lo suono anche con l’archetto. Da ragazzo ho studiato violino, basso, chitarra e batteria: nello stick ho trovato lo strumento che compendia tutte le loro caratteristiche. Mi ci sono avvicinato sei o sette anni fa, un giorno che avevo bisogno di rimpiazzare la mia chitarra danneggiata. Sono andato in un grande negozio di strumenti musicali gestito da un mio amico e in un angolo ho notato quello strumento abbandonato e polveroso. Prendo quello, gli dissi. E lui: fai pure, non lo vuole nessuno! Poi, a un concerto di spalla al California Guitar Trio, ho conosciuto Tony. Siamo anche vicini di casa: abitiamo entrambi a Kingston, a poche miglia da Woodstock”.
In studio e dal vivo, nell’ampio spazio che lasciano all’improvvisazione e nella costruzione geometrica dei suoni, è evidente la matrice crimsoniana della loro ispirazione (sul palco propongono anche classici come “Red”). “Ma non è una scelta deliberata”, precisa Mastelotto, “e poi nei Crimson io e Tony abbiamo sembre contribuito al processo creativo. Quando vai in studio a registrare trovi quasi sempre una batteria elettronica che ti dà la traccia ritmica, un click da seguire in cuffia, istruzioni precise sul tipo di ritmo voluto dall’artista e dal produttore. Con Robert Fripp questo non succede, lui non ti dà alcuna indicazione. Cominci a suonare e lo guardi in faccia. Se è corrucciato, cambi ritmo; se sorride, prosegui per quella strada”. “Il disco già uscito, ‘Stick man’, si basa molto sull’improvvisazione”, conferma Levin. “Quello nuovo che stiamo registrando ora, e che già proponiamo in parte dal vivo, si fonda molto sulla composizione. Alcuni dei pezzi che facciamo in concerto, come ‘Shadow drums’, hanno una struttura ma anche molto spazio concesso alla libertà improvvisativa”.
Turnisti di lusso impegnati in mille progetti paralleli, Tony e Pat sembrano nondimeno tenere molto a questa avventura parallela. “Per me questo gruppo è una priorità assoluta” sottolinea Levin, fresco reduce da un tour in Centro e Sud America con Peter Gabriel. “E volevo essere sicuro di avere del tempo a disposizione per fare dei concerti, perché suonare dal vivo è la cosa che ci diverte di più. Mi sono informato sui programmi di Peter e di Fripp e ho verificato che l’agenda mi permetteva di farlo. Così ci siamo messi in viaggio: saremo in Europa fino alla fine di maggio e in giugno andremo negli Stati Uniti. In ottobre e novembre forse torneremo da queste parti, e poi in Scandinavia e Sud America a chiudere l’anno”. “Sono come uno squalo che per sopravvivere deve nuotare senza sosta. A me succede lo stesso con la musica”, sorride Mastelotto. “ Dieci anni fa ti chiamavano al telefono per un tour e stavi in giro per sei mesi, oggi con la crisi economica questo non succede più. Così me ne sto spesso nel mio studio di casa invitando e accogliendo i musicisti più disparati: in questo modo i progetti proliferano”. In Italia, le prime date del tour hanno avuto riscontri incoraggianti. “Come tutti i musicisti non amo le etichette”, dice Levin, “ma se volete definiteci pure progressive rock: un genere che da voi ha sempre goduto di particolari favori. Quando veniamo in tour con Gabriel c’è sempre un’atmosfera speciale, legata al fatto che furono proprio gli italiani i primi ad accogliere con entusiasmo i Genesis”. “Fripp, invece, è sempre un po’ intimorito dal vostro atteggiamento passionale”, interviene Mastelotto. “Lui si trova più a suo agio con il pubblico giapponese, disciplinato e composto”. A proposito: programmi in vista con i Crimson? “Nessuno, che io sappia”, risponde Levin. E con Gabriel? “Neanche, è molto tempo che non entro in uno studio con lui”.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.