Giorgio Canali: 'Vorrei sempre fare quello che non sto facendo'

Giorgio Canali: 'Vorrei sempre fare quello che non sto facendo'
“Quando mai mi ricapiterà di uscire di venerdì 17?”. Scherza, Giorgio Canali. Ma per la musica italiana quel giorno di aprile si è rivelato un giorno fortunato. E' uscito l'ultimo l'ultimo disco dei PGR. Ok, solo parzialmente fortunato: è l'addio della formazione di Ferretti, Maroccolo e Canali. Ma lo stesso giorno è uscito un altro grande disco, e a firmarlo è proprio Giorgio Canali con i Rossofuoco: “Nostra signora della dinamite”.
“E' stato un caso”, spiega Canali al telefono a Rockol. “Doveva uscire una settimana prima, poi l'abbiamo rimandato per questioni tecniche...”. Canali sembra inarrestabile, di questi tempi: dopo il lavoro come produttore e chitarrista de Le Luci Della Centrale Elettrica, dopo i PGR, questo disco lo dimostra ulteriormente: testi secchi e musica diretta. Lui si schermisce: “Do' più importanza alle parole, sono come Ferretti, della musica non mi interessa granché”. Ma non dategli retta. Perché “Nostra signora della dinamite” è un disco di rock vero, nella musica e nello spirito: "Non ho mai scritto canzoni che non parlassero di me”, racconta. “Per questo ho voluto aprire il disco con 'Quello della foto': perché tutti una volta o l'altra ci siamo sentiti esclusi, tagliati fuori”. L'album viaggia così, tra canzoni più introspettive e altre poù taglienti. Sul primo versante spicca “Nuvole senza Messico”, mentre sull'altro versante spiccano sopratutto “MP nella BG” e “Rifugi di emergenza”. “Pensavo di essere riuscito di essere sfuggito al populismo, e invece...”, dice della prima, che racconta di un paese, l'Italia, dove tutto finisce in vacca a tarallucci e vino, soprattutto grazie all'effetto anestetico dello sport. “Ma va bene così, perché il populismo vero, di quelli che cantano l'inno della Nazionale, mi fa venire i brividi”. La seconda invece, si fa notare per un frasi come “Non sai sera era meglio un cantautore o questa merda di tendenza”. “Già una volta mi avevano accusato di essermela presa con il post-rock... invece mi ero solo rotto le balle ad un concerto dei Black Heart Procession, e raccontavo quella serata. Anche in questo caso non ce l'ho con l'indie rock, ma solo con due bar della mia città, Ferrara, che passano sempre quella musica...”.
“Nostra signora della dinamite”, racconta Canali, era pronto da un anno: “Poi l'ho tenuto fermo per dedicarmi a Le Luci Della Centrale Elettrica. E' un progetto a cui tenevo molto e ci speravo, ma è andato oltre ogni previsione. E' giovane”, dice di Vasco Brondi, che ha prodotto e accompagnato in tour, “Ma solo per l'Italia: ha 25 anni, e se fossimo all'estero, sarebbe considerato in maniera diversa”.
Produttore, chitarrista, cantante solista: viene da chiedersi qual è la veste preferita di Canali: “Preferisco fare quello che sto non facendo in quel momento... se sono in studio mi piacerebbe essere in tour, se sto scrivendo mi piacerebbe avere già finito, se suono in giro vorrei essere a casa.”
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