L'autore di Rick Astley: 'Sfruttato da YouTube come un immigrato a Dubai'

L'autore di Rick Astley: 'Sfruttato da YouTube come un immigrato a Dubai'
Un altro personaggio di spicco della scena musicale si scaglia contro Google e YouTube, accusate di non remunerare a sufficienza artisti e autori di canzoni. Dopo Neil Young (vedi News
), ora è la volta di Pete Waterman, ex componente del celebre trio di produttori/compositori Stock-Aitken-Waterman implacabili hit maker nella seconda metà degli anni Ottanta con artisti come Dead Or Alive, Kylie Minogue, Jason Donovan e Rick Astley (nella foto). Tra il 2007 e il 2008 proprio l’hit datato ’87 di Astley, “Never gonna give you up”, era diventato un caso sul Web dando origine a un fenomeno per cui è stato addirittura coniato un neologismo, Rickrolling : il link al videoclip della canzone presente su YouTube aveva cominciato a diffondersi in maniera virale tra i frequentatori di blog, forum e siti Internet che se lo scambiavano per scherzo fingendo di allegare ai propri messaggi elettronici contenuti di tutt’altro tipo, arrivando alla astronomica cifra di 154 milioni di contatti sulla piattaforma video di YouTube. “Me ne stavo seduto a casa mia, lo scorso Natale, pensando che con il Rickrolling dovevo aver fatto qualche soldo”, ha raccontato Waterman. “Allora ho telefonato al mio editore, e ho saputo la verità: Google mi ha riconosciuto un accredito royalty di 11 sterline...11 sterline per 154 milioni di video: se le cose stanno così, vuol dire che prendo più soldi da Radio Stoke che da YouTube”.
Waterman scherza, ma mastica amaro: “Mi sento come quei lavoratori immigrati che vengono sfruttati a Dubai”, ha detto il musicista calcando magari un po’ troppo la mano (secondo il Times le sue fortune personali ammontano a 47 milioni di sterline). “In un anno ho guadagnato meno io da Google e YouTube di quanto prendono loro dal governo del Bahrain”.
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