NEWS   |   Industria / 14/04/2009

Vevo in arrivo: entro l'anno il sito di videostreaming di Universal e Google

Vevo in arrivo: entro l'anno il sito di videostreaming di Universal e Google
E’ ufficiale: lo YouTube “istituzionale” e senza user generated content creato dalla major Universal Music in collaborazione con Google (vedi News) entrerà in funzione entro il 2009. Il servizio di videostreaming, finanziato dalle entrate pubblicitarie equamente ripartite tra i partner, includerà inizialmente solo materiale di proprietà Universal (videoclip, interviste, filmati di concerti ecc.) ma sarà successivamente aperto ai contributi di altre major ed etichette indipendenti; i suoi contenuti saranno diffusi in syndication dalla stessa YouTube (fornitrice della piattaforma tecnologica) e da siti come Mtv, AOL e Yahoo! una volta venuti a scadenza i loro contratti di licenza con Universal.
Eric Schmidt, presidente e ceo di Google, spera in questo modo di porre fine al duro braccio di ferro che lo oppone a case discografiche (Warner Music) e società degli autori (la tedesca GEMA, l’inglese PRS For Music) a proposito delle royalty che YouTube versa agli aventi diritto. “Il nostro successo”, ha spiegato, “dipende dall’esistenza di un’industria musicale redditizia e in buona salute. Per disporre di contenuti eccellenti – musica, in questo caso – c’è bisogno di un sistema economico che funziona”.
L’idea di Vevo è frutto della mente di Doug Morris, presidente e ceo della Universal: “Prima”, ha spiegato il veterano del music business, “spendevamo 74 milioni di dollari all’anno per produrre video a scopo promozionali. L’anno scorso, e sempre grazie ai video, abbiamo probabilmente realizzato un profitto di 70-80 milioni di dollari. Questo è il passo successivo: eliminiamo ogni intermediario ed entriamo direttamente in contatto con il consumatore. Siamo convinti che già in fase di lancio Vevo genererà più traffico di ogni altro sito di video musicali negli Stati Uniti e nel mondo, attraendo gli investitori pubblicitari”. Come spiega il giornalista Antony Bruno sul sito Billboard.biz, controllare direttamente l’approvvigionamento in rete dei video musicali riducendo il numero di sbocchi a disposizione degli inserzionisti dovrebbe anche consentire a Universal di imprimere un incremento alle tariffe: oggi mille contatti su YouTube valgono dai 3 agli 8 dollari di investimento, contro i 25-40 dollari a migliaio di spettatori che si pagano per piazzare uno spot in televisione.