NEWS   |   Industria / 07/04/2009

YouTube in rosso, troppo scarse le entrate pubblicitarie

YouTube in rosso, troppo scarse le entrate pubblicitarie
Nonostante i volumi di traffico che continua a generare, YouTube non riesce ancora a “monetizzare” la sua enorme popolarità tra gli utenti del Web. Secondo Spencer Wang, analista del Credit Suisse, la piattaforma di video sharing chiuderà il 2009 con un deficit di circa 470 milioni di dollari, dovuto principalmente alle sue esigue entrate pubblicitarie: il sito per ora non riesce a vendere più del 3 % degli spazi pubblicitari disponibili. I potenziali inserzionisti, scrive l’analista, continuano a trovarsi a poco agio in un ambiente “non controllato” in cui i contenuti generati dagli utenti hanno implicazioni imprevedibili e a volte imbarazzanti, e faticano a identificare “target” precisi da raggiungere con i loro messaggi promozionali.
Non bastasse, le difficoltà economiche si scontrano con i ben noti conflitti in corso con artisti, associazioni di editori musicali come la tedesca GEMA e case discografiche come Warner Music. Mentre il proprietario di YouTube, Google, lamenta di perdere denaro per ogni unità di “stream” musicale diffuso in rete, le tre categorie di “fornitori” di contenuti bussano alla sua porta e mettono in atto rappresaglie per incassare royalty più elevate. “Nel 2007 il Tribunale del Copyright britannico ha stabilito come requisito essenziale delle licenze ai servizi on-line il pagamento di una royalty minima per riproduzione”, scrivono Billy Bragg e gli altri artisti della Featured Artists Coalitions in una lettera al Times. “Google non riconosce questa realtà”, aggiungono, “e attribuisce scarso valore alla musica, a dispetto di un enorme incremento del suo utilizzo sulla piattaforma inglese di YouTube”.