Martin Mills (Beggars Group): 'La musica non è roba per business men'

Un negozio di dischi nel 1974, un’etichetta discografica nel 1977: i primi passi di Martin Mills nel music business ricalcano quelli compiuti qualche anno prima da sir Richard Branson. “Ma io”, sorride il quasi sessantenne boss del gruppo Beggars, “non ho intenzione di entrare nel mondo della Formula Uno. Almeno non per il momento”. “Avevo tre punti vendita nella zona Ovest di Londra, il principale dei quali si trovava ad Earls Court”, racconta a proposito dei suoi inizi, “e vendevo soprattutto album jazz e rock progressive. Un giorno arriva un furgone che consegna ai negozi, porta a porta, i 45 giri di gruppi come i Flamin’ Groovies e i Ramones. Poi nasce la Stiff Records, con gruppi come i Damned, ed è come se il mondo di colpo si stesse capovolgendo. Era cambiato tutto, e decidemmo anche noi di aprire un’etichetta. ‘Shadow’ dei Lurkers fu il primo sette pollici che pubblicammo. Il punk stava esplodendo, c’erano ancora pochi dischi in giro e un pubblico disposto a comprare di tutto. Così le vendite furono subito incoraggianti”.
    Un negozio di dischi nel 1974, un’etichetta discografica nel 1977: i primi passi di Martin Mills nel music business ricalcano quelli compiuti qualche anno prima da sir Richard Branson. “Ma io”, sorride il quasi sessantenne boss del gruppo Beggars, “non ho intenzione di entrare nel mondo della Formula Uno. Almeno non per il momento”. “Avevo tre punti vendita nella zona Ovest di Londra, il principale dei quali si trovava ad Earls Court”, racconta a proposito dei suoi inizi, “e vendevo soprattutto album jazz e rock progressive. Un giorno arriva un furgone che consegna ai negozi, porta a porta, i 45 giri di gruppi come i Flamin’ Groovies e i Ramones. Poi nasce la Stiff Records, con gruppi come i Damned, ed è come se il mondo di colpo si stesse capovolgendo. Era cambiato tutto, e decidemmo anche noi di aprire un’etichetta. ‘Shadow’ dei Lurkers fu il primo sette pollici che pubblicammo. Il punk stava esplodendo, c’erano ancora pochi dischi in giro e un pubblico disposto a comprare di tutto. Così le vendite furono subito incoraggianti”.

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