Francia, l'Assemblea Nazionale approva le norme contro i 'pirati' del Web

La proposta di legge che propone di sospendere l’accesso a Internet per chi scarica ripetutamente film e musica dai siti di file sharing è stata approvata ieri a maggioranza dall’Assemblea Nazionale francese. La decisione di tagliare la connessione Web ai file sharer recidivi, dopo l’ormai famoso doppio avvertimento, spetterà a una nuova authority amministrativa appositamente costituita, che potrà decidere la sospensione del servizio da un minimo di due mesi a un massimo di un anno.

Durante l’ultimo esame in Parlmanento il testo ha subitò alcuni emendamenti: i “pirati” colpiti dal provvedimento, in particolare, non saranno tenuti a pagare l’abbonamento Adsl durante il periodo di sospensione dal servizio. .
Fortemente voluto dal presidente Nicholas Sarkozy, il provvedimento è appoggiato dalla maggioranza di governo e da oltre 10 mila artisti, registi, musicisti e uomini di cultura francesi che vi hanno aderito con una petizione. “Non riuscirà a sradicare il fenomeno di massa che è diventata la pirateria dei prodotti culturali”, ha ammesso il ministro per la Cultura Christine Albanel, ma almeno dovrebbe servire a “forgiare una nuova mentalità tra gli utenti Internet con riguardo alla diversità culturale e e alle condizioni economiche e legali necessarie a preservarla”. Di diverso avviso l’opposizione socialista, che parla di “attentato alla libertà pubblica e individuale”, l’associazione dei consumatori UFC-Que Choisir (che definisce il disegno di legge “una mostruosità legale” puntando il dito contro le inefficaci tutele giuridiche a disposizione degli imputati) e l’organizzazione di categoria delle imprese hi-tech e delle Internet companies, che invitano il governo a farsi da parte e lasciare che siano le forze industriali a formulare una risposta adeguata alla pirateria.
Il provvedimento è incluso nella nuova legge francese su Creatività e Internet che deve essere ancora approvato in via definitiva dall’Assemblea Nazionale. Dopo la azione, comunque, il testo dovrà essere sottoposto al vaglio del Consiglio Costituzionale per verificarne la rispondenza ai principi della Costituzione francese. Anche in considerazione del complesso iter, si prevede che non possa entrare in vigore prima del 2011.

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