Il produttore austriaco ed il suo collega Rupert Huber sono fermi con il progetto Tosca dal 2005 con un lavoro in studio (“J.A.C.”) e dal 2006 con un album di remix (“Souvenirs”).
Quindi, a ben quattro anni dal precedente capitolo di inediti, il duo viennese torna con il nuovo album “No hassle”. Rockol ha raggiunto il duo telefonicamente nella capitale austriaca per farsi raccontare qualcosa di più sul disco in uscita.
“In questi anni abbiamo lavorato molto in studio, sui nostri pezzi, ma anche sui vari progetti che portiamo avanti. Per arrivare a scegliere i dodici episodi che compongono il nuovo disco abbiamo dovuto scartare parecchio materiale. E poi bisogna ammettere che molto tempo lo abbiamo trascorso anche con i nostri figli”.
“No hassle” (traducibile come “niente menate”) è il titolo del loro nuovo disco: “E’ un po’ la nostra filosofia di vita. Rilassarsi il più possibile. E’ una cosa che ci ripetiamo spesso e che crediamo debba essere trasmessa a tutto il mondo, in questi tempi dove basta così poco per farsi prendere dal panico. Non bisogna caricarsi troppo di tensioni e di lavoro”.
Effettivamente l’album è composto da atmosfere rarefatte e sognanti, down-tempo, che non possono non aiutare in questo scopo. Quando scrivono i pezzi però, i Tosca non pensano molto a quello che vorrebbero trasmettere, anzi. “Quando componiamo cerchiamo di cogliere il groove e le emozioni che stanno scorrendo in quell’esatto istante nella nostra vita, non ci poniamo l’obbiettivo di voler forzatamente trasmettere delle sensazioni. Lasciamo ai nostri ascoltatori la totale libertà di recepire i brani, come, quando e dove vogliono”. A differenza del passato, nel nuovo capitolo discografico dei Tosca sono presenti solo pochissime voci e tutte campionate: “Questa volta abbiamo voluto usare le voci proprio come uno strumento ritmico. Inizialmente abbiamo provato a lavorare in modo classico, ma poi abbiamo piano piano eliminato quasi tutto, lasciando solo alcuni sample”.
Nonostante le novità, il sound dei Tosca è un marchio di fabbrica riconoscibile anche in quest’occasione e per il gruppo pare non essere un problema: “Non ci importa se il nostro sound è riconoscibile. Noi sappiamo che ci abbiamo messo quattro anni per creare questi nuovi pezzi, sono i nostri, siamo soddisfatti e questo per noi è sufficiente”.
Il disco è stato registrato interamente a Vienna. E’ sempre possibile per il duo trovare le ispirazioni necessarie nella capitale austriaca? “Richard (Dorfmeister, ndr) adesso vive a Zurigo, ma ha vissuto per diversi anni a Berlino e lì credo abbia potuto catturare numerose fonti d’ispirazione. Io vivo bene a Vienna, ma penso costantemente che mi piacerebbe trasferirmi a Los Angeles oppure in Toscana. Mi piace viaggiare con i sogni”.
Impegnato a degustare un caffè della macchinetta, Dorfmeister raggiunge Huber per l’intervista, giusto il tempo per provare a chiedergli qualcosa sul progetto K&D. Ci sono speranze per del nuovo materiale? “Abbiamo appena realizzato un nuovo brano che si potrà scaricare in esclusiva sul sito ufficiale dell’etichetta G-Stone (www.g-stoned.com). Per il resto rimaniamo aperti a qualsiasi cosa, stiamo lavorando entrambi molto su altri progetti, ma nella vita non si sa mai. Le possibilità che si faccia ancora qualcosa insieme ci sono”.