Non sono il nuovo Carmen Consoli! Dalla Farmacia Molteni a Sanremo, passando per 'In centro all'orgoglio'...



Se l’aspetto imberbe e adolescenziale ve lo fa immaginare giovanissimo, siete sulla strada sbagliata: Umberto Giardini in arte Moltheni ha 31 anni compiuti, ma una freschezza musicale e personale che farebbero invidia a molti teenagers. Se avete già deciso di bollarlo come una copia ‘al maschile’ di Carmen Consoli, sappiate che rischiate di perdervi qualcosa di molto particolare. Il suo esordio discografico, in circolazione da qualche mese, si intitola “Natura in replay” e ha destato attenzione nello spesso soporifero mondo dei media. Sono fioccate pagine, articoli e recensioni, con delle critiche più che buone per le canzoni dell’artista marchigiano. Il Brand New Tour di MTV ha confermato quanto di buono si diceva su Moltheni, mostrando al tempo stesso una netta separazione nel pubblico tra chi lo ama e chi lo trova irritante. Mentre il singolo “In centro all’orgoglio” si faceva valere nelle radio, è arrivata di recente la notizia della partecipazione di Moltheni al 50esimo Festival di Sanremo, dopo aver passato con successo la selezione della commissione artistica. Insomma, la strada sembrerebbe tracciata, e del resto i riferimenti musicali della sua musica non possono non colpire: Carmen Consoli, certo, ma anche Jeff Buckley, Nick Drake e Morrisey…un artista senza limiti, quindi.

Finalmente ci troviamo, visto che ti stiamo dando la caccia da quest’estate, quando la tua casa discografica aveva mandato in giro un’anteprima del tuo album, un EP fatto di sei pezzi…
E’ vero, comunque anch’io vi stavo girando intorno da un po’…finalmente ci siamo, adesso…

Mi sembra che le cose stiano andando bene, no?
Direi di sì… c’è molta attenzione su questo disco, quindi ci stiamo togliendo delle belle soddisfazioni. Sono felice…

Hai già fatto parecchie interviste, pur essendo un artista di recente esordio. So che ti sei ‘svezzato’ in occasione del Brand New Tour…
Sì, è vero. Devo dire che nonostante il Brand New Tour di MTV mettesse insieme alcuni nomi di esordienti, io ero quello che aveva sicuramente meno esperienza di palco. Comunque gli indugi sono stati rotti abbastanza velocemente!

La storia del tuo EP che circolava tra gli addetti ai lavori prima dell’estate è una cosa che ha incuriosito parecchia gente…
Sì, è stata una bella idea, dovuta in parte dal fatto che il disco era già pronto in primavera. Soltanto, quello, per una serie di motivi, non ci sembrava fosse il momento giusto, per cui abbiamo pensato di mandare in giro qualche canzone in un modo informale. Credo che sia stato un bel gesto, al di là di tutto, e siamo stati ricompensati da un certo interesse.

Normalmente il mondo dei media viene considerato ‘distratto’ dalla quantità di dischi che escono: che tipo di attenzione ha riscosso il tuo?
Sono contento di poter dire che il mio album è stato accolto con un discreto interesse, cosa che ha sorpreso positivamente tanto me che la mia casa discografica, la BMG. Per il resto, eravamo comunque con la coscienza a posto, visto che da ogni punto di vista avevamo cercato di fare un buon lavoro, e ci sembrava – come ci sembra ora – di esserci riusciti.

Da dove viene il nome Moltheni? So che tu ti chiami in tutt’altro modo…
Sì, io mi chiamo Umberto Giardini. Moltheni ha un’origine strana… intanto è un cognome tipico milanese, anzi, addirittura brianzolo, visto che io sono vissuto a Milano per quattro anni e oltre. Artisticamente sono nato a Milano, e ho preso questo nome dall’insegna di una farmacia che avevo davanti casa, “Farmacia Molteni” si chiamava. Una cosa molto romantica, soprattutto perché quella farmacia non esiste più: però quando mi hanno fatto il contratto discografico ho pensato che mi piaceva continuare a chiamarmi in quel modo. Ci ho aggiunto l’acca per personalizzare un po’ il nome, tanto il suono non sarebbe cambiato.

L’idea di avere un’altra identità, legata alla musica, non ti fa sentire quasi una doppia personalità che ti permetta di entrare e uscire dal mondo di Moltheni? Per esempio, quando ti ho visto live in una data del Brand New Tour ho assistito al tuo set e poi al tuo ritorno sul palco, vestito da donna, per cantare qualche frase in un brano dei Verdena. Cose consentite soltanto a Moltheni?
Certo, la spina dorsale è quella. Poi mi piace l’idea di sdoppiare la mia personalità. Moltheni è comunque un nome che può significare tutto e niente al tempo stesso. Moltheni è un mio viaggio e spero che lo sia anche per quanti ascoltano le cose che faccio. E’ uno pseudonimo che rappresenta qualcosa al di là della musica, qualcosa che non saprei spiegare. Mi piacerebbe che fosse visto come una nuvola, una cosa leggera che viene, va, passa, torna…come in quell’apparizione con i Verdena.

Un’altra cosa curiosa che ti riguarda, e che torna a pescare dalla tipica iconografia del rock, è che tu hai mandato una cassettina e sei arrivato al disco apparentemente senza sforzo…
Ho mandato la mia cassetta a due etichette, la Cyclope e un’altra molto più importante, di cui a questo punto non è il caso di fare il nome... Entrambe mi hanno risposto, la prima per chiedermi un incontro, la seconda per dirmi che non era un buon momento per le mie cose. Con la Cyclope di Francesco Virlinzi è successa una cosa curiosa, perché il mio demo è arrivato a Catania due giorni prima che lui partisse per il viaggio di nozze. Così, tra le varie cose che si è portato via, ad Athens, dove è andato a fare la luna di miele, ha scelto anche la mia cassetta. Così la mia cassetta è diventata la colonna sonora di quel viaggio di nozze, visto che sua moglie chiedeva sempre di ascoltarla, e a un certo punto Francesco ha deciso addirittura di chiamarmi quando si trovava negli Stati Uniti per fissare un incontro.
Una storia che risale almeno ad un paio di anni fa, questa, visto che già Carmen Consoli in quel periodo parlava di questa rivelazione chiamata Moltheni…
E’ proprio così, al punto che Carmen aveva pensato di partecipare alla produzione dell’album. Poi, per una serie di impegni concomitanti le cose sono andate in maniera diversa, ma noi abbiamo inciso qualcosa insieme che spero un giorno possa essere pubblicata.

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.