Ma quale fenomeno da (M)TV, il gruppo rivendica la propria purezza...



Dexter Holland è l'uomo-immagine degli Offspring. E' il frontman, quello col brevetto d'aereo, quello a un passo da un Ph.D in microbiologia. Se vogliamo, è l'incarnazione dell'anima più "glamour" del gruppo californiano. Greg Kriesel invece rappresenta lo "zoccolo duro" musicale del gruppo-miracolo del rock indipendente. Ecco l’intervista a quest’ultimo,in coincidenza con l’arrivo in Italia del gruppo…

Siete passati dall'Italia parecchi mesi fa; questo tour pare interminabile.
«In realtà non facciamo come la maggior parte dei gruppi rock, che salutano le famiglie e per 6 mesi girano da un capo all'altro del pianeta suonando due sere su tre. Cerchiamo di fare due settimane di concerti e due settimane di pausa. Forse così facendo non ottimizziamo le spese...».

Dimenticavo che hai una laurea in economia. Ti è servita a negoziare qualche contratto?
«Haha, no, i miei studi riguardavano più che altro la macroeconomia... Giusto per sapere come va il mondo, per capire quello che succede nella società».

Un altro dei tuoi interessi è il sito Internet della band; mi risulta che sia tu a seguirlo.
«Sì, lo aggiorno continuamente».

Però non avete fatto dischi "scaricabili" come Bowie o tanti altri: il vostro rapporto con la distribuzione tradizionale resiste.
«Sì, lasciamo che siano gli altri a far scaricare i nostri brani. Non sto scherzando, mi risulta che "Pretty fly for a white guy" sia la canzone più piratata del momento. Anche se ci rimettiamo parecchio, non credo che ci si possa fare molto: la pirateria è sempre esistita, in forme più o meno raffinate. E non penso che si possa demonizzare Internet. La gente si prende la musica come può. Chi non ha mai registrato canzoni dalla radio o dagli amici?»

Non posso rispondere perché la risposta potrebbe incriminarmi... Cosa hai registrato dalla radio o dagli amici ultimamente?
«Niente, e non ho comprato dischi... Ne compro pochissimi. Sto in mezzo alla musica tutto il tempo, e quando vado a casa non ne ascolto, se non casualmente alla radio o alla tv».

Oh, e allora come faccio a intervistarti sulle charts americane? Volevo chiederti cosa pensavi del fatto che siete l'unico gruppo di successo il cui rock non sia "hard".
«Posso dirti che Korn e Limp Bizkit non sono il tipo di cosa che mi interessa. Con questo non voglio dire che non mi piacciono; dico solo che non mi interessano. E credo che sia una cosa reciproca, senza ostilità. Così come non mi interessa Pavarotti».

Visto come vanno le cose, è molto probabile che sarete per sempre i detentori del record del disco indipendente più venduto della storia.
«In realtà il periodo del rock indipendente era anche favorito dal disinteresse delle major. Ma ora hanno imparato la lezione, e setacciano il panorama musicale con molta più attenzione. Se vedono che un gruppo può "tirare", gli sono addosso prima che possa vendere diecimila copie - figurarsi 5 milioni come capitò a "Smash". Sono molto attenti al passaparola della gente, ai concerti nei college. Saranno avidi, ma non sono stupidi».

Qualcuno ha accusato voi di avidità, per il fatto di essere passati a una major, e aver prodotto un suono meno ruvido.
«Appena abbiamo firmato sapevamo che la cosa ci sarebbe stata rinfacciata. Cosa vogliono, che suoniamo male, che insultiamo più gente? Non ci sono molti gruppi in giro che dicono le cose che noi diciamo in "Americana", e che siano riusciti a farle entrare negli stereo di tanti ragazzi. Se qualcuno comunque pensa di poter fare le cose in modo eticamente più corretto, si accomodi. Io però ci tengo a precisare che noi abbiamo il controllo completo di quanto facciamo, e che questa è stata la garanzia che abbiamo chiesto col contratto. Alla Columbia ascoltano le canzoni quando sono state incise, e vedono i video quando sono finiti».

E non c'è mai stata nessuna obiezione?
«Visto che ne stiamo parlando, abbiamo levato da un video la scena di un ragazzo che va in bici sul tetto e poi cade. Questo perché la gente "non deve farlo a casa". Alla fine, non è stata una grande rinuncia dal punto di vista dell'espressione artistica».

Tornando alla musica americana, che futuro vedi tra Britney Spears, Eminem e TLC?
«Sai, io penso che alla fine il rock torni sempre fuori. Perché ha qualcosa di vero, di immediato, che gli altri generi non hanno».

Già, ma se non se ne trova in giro la gente si butta su qualcos'altro.
«Può darsi, ma se c'è chi vuole i Backstreet Boys, non è colpa dei gruppi rock. Li volete? Prendeteveli. Per quanto ci possano dare sui nervi...»

Sul palco ne fate scempio, prendendo a mazzate i pupazzi dei Backstreet Boys...
«Sì, quella è una trovata divertente, ma quello che voglio dire è che anche se a me non piacciono, non mi sento di dire che le ragazze li ascoltano perché sono costrette da qualche meccanismo, capisci cosa intendo?»

Parlando della Mtv generation, mi pare Mtv vi abbia incluso tra le nomination per i suoi premi.
«Sì, andremo a entrambi gli Mtv Awards: in America e in Europa. Ma suoneremo solo in America: a Dublino ci andremo solo per fare presenza. Preferiscono che suonino Korn e Kid Rock. Per noi non è un problema: si tratta solo di gare di popolarità, e a noi onestamente la popolarità per la popolarità non interessa. Credo che la gente che ci segue lo abbia capito».

A proposito di popolarità, quando "Ixnay on the hombre" è andato male, cosa avete pensato?
«Non è andato neanche malissimo, visto che ha venduto un milione di copie. Ma certo "Smash" ne aveva vendute cinque, per cui effettivamente, anche davanti al declino dei Green Day, ci siamo sentiti come se il mondo si fosse rigirato per noi e per il tipo di musica che facevamo. Ma quel disco ci ha consolidato come band, ed è stato importante per noi e per la nostra musica».

Un'altra domanda fastidiosa: possibile che incidendo "Why Don't You Get a Job?" non vi siate accorti che somigliava un po' troppo a "Obladi-oblada" dei Beatles?
«Non ci crede nessuno, ma... no. Comunque, se avessimo fatto un blues, sarebbe somigliato a migliaia di altri blues; ragion per cui penso che anche un certo tipo di marcette finiscano per "pescare" in qualcosa che hai ascoltato prima o poi nella tua vita».

Tu e Dexter eravate compagni di scuola. Cosa pensi quando lo vedi intervistato ovunque?
«Oh, lui ha qualcosa della grande rockstar; sì... A volte ne parliamo, di questo fatto che lui è l'immagine pubblica del gruppo. Per me è strano... Per me è sempre lo stesso. Non potrebbe parlare con me in modo diverso da una volta. E io non riesco a vederlo con gli occhi di un fan. O di un giornalista...»

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