Festival di Sanremo

Festival di Sanremo: la storia, le edizioni, i vincitori, i successi, i premi della critica

Il Festival della Canzone Italiana di Sanremo è una manifestazione musicale, una gara di canzoni, che nel tempo è diventata anche un fenomeno sociale, di costume e mediatico.

Come e perché è diventato un appuntamento così importante per l'industria musicale e per il pubblico?

Nei suoi più di settant'anni di vita, il Festival di Sanremo, che era iniziato in sordina come una semplice gara di canzoni, è diventato un evento che sembra irrinunciabile nel calendario dello spettacolo, della musica e della televisione italiani. Quali sono le ragioni per cui una cittadina di provincia della Liguria è diventata la capitale della canzone italiana? 

Del Festival si comincia a parlare già poche settimane dopo che è terminata un'edizione e non si è ancora iniziato a preparare la successiva: chi sarà il direttore artistico, chi sarà il presentatore, in che periodo dell'anno si svolgerà, quali saranno le innovazioni del regolamento, e naturalmente quali saranno i cantanti e le canzoni in gara. Un tempo il Festival di Sanremo era importante non solo per la popolarità che regalava ai partecipanti, ma anche perché era il principale volano delle vendite discografiche dell'anno. Da tempo non lo è più, ma ogni edizione suscita sempre e comunque una quantità di attenzione mediatica enorme.

INDICE:

Breve storia del Festival, dalle origini a oggi.

Dall'Accademia della Canzone a SanremoLab a Area Sanremo.

I Premi della Critica.

I libri dedicati al Festival di Sanremo

 
Breve storia del Festival, dalle origini a oggi

Chi sia stato l'ideatore del Festival di Sanremo è ancora oggi fonte di discussioni. Quel che è certo è che l'intenzione fin da subito era quella di favorire le presenze turisctiche in una stagione (la fine dell'inverno) in cui la cittadina ligure era poco frequentata.
La prima edizione si tenne in un solo giorno, il 29 gennaio 1951, nel Salone delle Feste del Casinò di Sanremo, e fu condotta da Nunzio Filogamo; le venti canzoni furono affidate a tre soli interpreti (Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano) e la prima canzone vincitrice fu "Grazie dei fior", cantata da Nilla Pizzi. Con formula analoga si svolsero la seconda edizione, la terza (in cui fu introdotta la doppia interpretazione di ogni brano con l'accompagnamento di due orchestre diverse) e la quarta.
La quinta edizione, 1955, fu la prima trasmessa in diretta radiotelevisiva.
Nel 1958 il Festival di Sanremo fu vinto da Domenico Modugno, che in doppia esecuzione con Johnny Dorelli interpretò "Nel blu dipinto di blu", scritta dallo steso Modugno con Franco Migliacci, che è considerata il primo esempio di "nuova canzone italiana".
Dal 1963 al 1967 il Festival di Sanremo fu presentato da Mike Bongiorno; nel 1964 (e poi fino al 1971 compreso) alla partecipazione furono invitati anche interpreti non italiani, in doppia esecuzione con un cantante italiano.
Dal 1972 ogni canzone venne affidata a un solo interprete.
Nel 1974 fu inaugurata la categoria "aspiranti", poi diventata "giovani" o "nuove proposte", distinta da quella dei "Big" o "Campioni"
Quella del 1976 fu l'ultima edizione ospitata dal Salone delle Feste del Casinò di Sanremo; dall'anno successivo la manifestazione si tiene al Teatro Ariston (con la sola eccezione del 1990, anno in cui, causa ristrutturazione dell'Ariston, il Festival si tenne in una struttura appositamente allestita alla periferia della città).
Nel corso del tempo, l'esecuzione delle canzoni, inizialmente prevista dal vivo con accompagnamento di orchestra, venne poi più volte ripensata (voce su base strumentale preregistrata, addirittura playback completo), mentre dal 1990 si è tornati alla formula originaria, voce dal vivo con orchestra dal vivo.
Anche le modalità di scelta della canzone vincitrice sono cambiate più volte; dalla votazione del solo pubblico in sala si è passati all'istituzione di diverse giurie (demoscopica, di esperti, della critica affiancata alla consultazione popolare (mediante schedine voto o televoto).
Il successo di pubblico e commerciale del Festival, molto significativo negli anni Sessanta, cominciò a declinare dai primi anni Settanta - dal 1978 al 1981 la RAI trasmise in diretta solo la serata finale delle tre in cui si articolava il Festival.
La "rinascita" del Festival di Sanemo iniziò nel 1982; nel 1987 la durata della manifestazione passò da tre a quattro serate, per aumentare a cinque serate nel 1989. Il Festival divenne così una manifestazione più televisiva che musicale, prevedendo la partecipazione di ospiti (cantanti e non). Non a caso nel 1994 l'organizzazione del Festival di Sanremo tornò a far capo alla RAI, attraverso una convenzione con il Comune di Sanremo.
Negli ultimi anni, l'influenza del Festival di Sanremo sulle vendite discografiche è divenuta sempre meno significativa, e il Festival è diventato sostanzialmente una passerella di canzoni (in alcune edizioni è stata anche abolita l'esclusione dalla serata finale delle canzoni meno votate nelle serate precedenti) e più ancora di cantanti. Va ricordato che originariamente si procedeva prima alla scelta delle canzoni partecipanti, proposte dagli editori musicali, e poi al loro abinamento con gli esecutori vocali; da parecchi anni sono i cantanti a presentarsi in gara con una canzone proposta da loro stessi in accordo con la loro casa discografica.
La durata della manifestazione, e il fatto che essa occupa sostanzialmente tutte le prime serate della programmazione di un'intera settimana di RAI Uno, l'hanno resa un avvenimento molto seguito dai media (giornali, siti web, radio e televisioni). Un fenomeno, appunto, anche di costume e sociale, oltre che musicale.


Dall'Accademia della Canzone a SanremoLab a Area Sanremo

I concorrenti alla sezione "giovani" o "nuove proposte" vengono selezionati da un'apposita Commissione Artistica della RAI, che ascolta le proposte pervenute all'organizzazione e individua un numero di concorrenti previsto dal regolamento del Festival di Sanremo dell'anno di riferimento.
Attraverso un accordo fra RAI e Comune di Sanremo, dal 1997 una percentuale del numero totale dei "giovani" partecipanti al Festival (indicativamente il 25%) viene selezionata, sempre da una Commissione della RAI, fra i partecipanti a un concorso organizzato dal Comune di Sanremo. Inizialmente il concorso era denominato "Accademia della Canzone di Sanremo"; dopo un anno di sospendione (2003) il concorso ha asunto la denominazione di Sanremo Lab, poi mutata in Area Sanremo nel 2011.
L'iscrizione da Area Sanremo è libera anche per chi non sia rappresentato da un'etichetta discografica. Le selezioni si svolgono a Sanremo, dove una Commissione appositamente costituita sceglie, attraverso diverse sessioni di ascolto dal vivo, un numero ridotto di concorrenti (detti Finalisti) fra i quali la Commissione della RAI sceglie quelli che parteciperanno in gara al Festival di Sanremo dell'anno di riferimento.

 

Festival di Sanremo 2021: la settantunesima edizione

L'edizione 2021 del Festival di Sanremo, affidata come quella precedente alla direzione artistica e alla conduzione di Amadeus, è condizionata dalla pandemia di Covid-19 e si svolgerà quindi - dal 2 al 6 marzo 2021 - con modalità radicalmente diverse rispetto alle precedenti.
Amadeus ha comunicato il 18 dicembre 2020 l'elenco di tutti i 26 concorrenti nella categoria Big e i titoli delle loro canzoni, l'elenco degli 8 concorrenti nella categoria Giovani e i titoli delle loro canzoni.

Categoria Big

Aiello - "Ora"
Annalisa - "Dieci"
Arisa - "Potevi fare di più"
Malika Ayane - "Ti piaci così"
Orietta Berti - "Quando ti sei innamorato"
Bugo - "E invece sì"
Colapesce-Dimartino - "Musica leggerissima"
Coma Cose - "Fiamme negli occhi"
Extraliscio e Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti - "Bianca luce nera"
Fasma - "Parlami"
Fedez e Francesca Michielin - "Chiamami per nome"
Fulminacci - "Santa Marinella"
Gaia - "Cuore amaro"
Max Gazzé - "Il farmacista"
Ghemon - "Momento perfetto"
Gio Evan - "Arnica"
Irama - "La genesi del tuo colore"
La Rappresentante di Lista - "Amare"
Lo Stato Sociale - "Combat pop"
Madame - "Voce"
Maneskin - "Zitti e buoni"
Ermal Meta - "Un milione di cose da dirti"
Noemi - "Glicine"
Random - "Torno a te"
Francesco Renga - "Quando trovo te"
Willie Peyote - "Mai dire mai (La Locura)"

 

Categoria Nuove Proposte

Avincola, "Goal!"
Dellai, “Io sono Luca”
Elena Faggi, “Che ne so”
Folcast, "Scopriti"
Gaudiano, "Polvere da sparo"
Davide Shorty, "Regina"
Wrongonyou, “Lezioni di volo”
Greta Zuccoli, "Ogni cosa sa di te"

Tutto su "Sanremo 2021"

Fastival di Sanremo, tutti i vincitori e tutti i successi, il Premio della Critica

Non necessariamente la canzone vincitrice di un'edizione del Festival di Sanremo, vuoi nella categoria Big o Campioni vuoi nella categoria Giovani o Nuove Proposte, è quella che poi ottiene il maggiore successo di vendite o comunque di popolarità. Esempio emblematico è "Una lacrima sul viso" di Bobby Solo, che pur non vincendo il Festival fu il 45 giri più venduto del 1964 (ma i casi analoghi sono numerosissimi).

A partire dal 1982, la stampa presente al Festival di Sanremo assegna un riconoscimento (che dal 1996 è intitolato a Mia Martini) alla canzone più apprezzata dai giornalisti della Sala Stampa, che votano mediante un'apposita scheda, fra quelle presentate dai Big o "campioni". Dal 1984 un analogo Premio è assegnato alla canzone più apprezzata fra quelle presentate dai "giovani".


Tutto su "Sanremo Story - i vincitori big"
Tutto su "Sanremo Story - i successi"
Tutto su "Sanremo Story - i premi della critica"


Il Festival di Sanremo in libreria

Com'è ovvio, tutti i principali libri sulla storia della canzone italiana pubblicati negli anni scorsi hanno trattato ampiamente l'argomento del Festival di Sanremo. Citiamo i principali:
"Storia della canzone italiana" di Felice Liperi, "Storia della canzone italiana" di Gianni Borgna, "La canzone italiana del Novecento" di Gianfranco Baldazzi, "Storia culturale della canzone italiana" di Jacopo Tomatis, "Il romanzo della canzone italiana" di Gino Castaldo, "Storia della canzone italiana" di Roberto Caselli, "Superonda. Storia segreta della canzone italiana" di Valerio Mattioli, "L'Italia suonata - Dagli anni del boom al nuovo millennio" di Stefano mannucci, "La musica italiana - una storia sociale dall'unità ad oggi" di Paolo Prato, "Questa sera canto io" di Adriano Aragozzini, "Dizionario completo della canzone italiana" di Enrico Deregibus, "La musica è leggera" di Luigi Manconi; raccomandiamo anche "Musica solida - Storia dell'industria del vinile in Italia" di Vito Vita.
Ma anche specificamente al Festival di Sanremo sono stati dedicati numerosi libri.
Il libro nero del Festival di Sanremo di Romano Lupi e Riccardo Mandelli; "Il Festival di Sanremo - Parole e suoni raccontano la nazione" di Serena Facci, Paolo Soddu e Matteo Piloni; "Nonostante Sanremo 1958-2018 - Arte e canzone al Festival" e "Evviva Sanremo" di Paolo Jachia e Francesco Paracchini,"Sanremo Story" di Claudio Porchia.
I due più completi (e recenti) sono "Il festival di Sanremo" di Eddy Anselmi e "L'almanacco del Festival di Sanremo" curato da Lucio Mazzi; di taglio fotografico è "70 Sanremo" curato da John Vignola; ma ricordiamo anche "Sanremo 50" di Dario Salvatori e "Sanremo: fermate quel Festival!" di Marcello Giannotti.
Infine, Alessandro Zaccuri ha scritto un romanzo ambientato nel corso di un'edizione del Festival di Sanremo, "Infinita notte".
Qui di seguito, le recensioni di alcuni dei libri citati.

Tutto su "Libri su Sanremo"

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