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Chissà in quanti si ricordano dei Beachwood Sparks. La formazione americana raggiunse una certa notorietà nel mondo indipendente statunitense nei primi anni Duemila, dando alle stampe due dischi nientemeno che con la Sub Pop: l'eponimo esordio del 2000 e “Once we were trees” l'anno successivo. Un EP nel 2002 e poi lo scioglimento. Alcuni membri della band, come ad esempio il frontman Christopher Gunst, decidono di intraprendere carriere esterne al mondo della musica, mentre altri optano per proseguire: chi come turnista per gli Interpol (il tastierista Dave Scher), chi come batterista di Ariel Pink's Haunted Graffiti (Aaron Sperkse).
Nel 2008 i Beachwood si riuniscono per partecipare al concerto che celebra i 20 anni della Sub Pop e proprio in quell'occasione decidono di tenere anche alcune selezionatissime date negli Usa e ipotizzano anche la nascita di un nuovo disco. Passano quattro anni ed ecco “The tarnished gold”, il terzo album ufficiale dei Beachwood Sparks a ben undici anni di distanza dal precedente.
Il lavoro include tredici nuovi brani che miscelano sonorità alt-country, atmosfere psichedeliche Seventies ed una scrittura tipica del cantautorato a stelle e strisce.

TRACKLIST:
“Forget the song”
“Sparks fly again”
“Mollusk”
“Tarnished gold”
“Water from the well”
“Talk about lonesome”
“Leave that light on”
“Nature's light”
“No queremos oro”
“Earl Jean”
“Alone together”
“The orange grass special”
“Goodbye”

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