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Il Pan del Diavolo
La prima volta che ho sentito nominare Il Pan del Diavolo ho storto il naso.
Subito, forse per via del nome, li ho associati al genere cantautorale impegnato per cui, per mesi, non ho dato peso al fatto che in molti mi parlassero bene di loro. Dev’essere una mania del “giornalista”, di tanto in tanto, quella di snobbare un gruppo se glielo propongono gli altri, cose del tipo “se lo scopro io per primo allora è un gruppo della madonna, se invece me lo rifilano gli altri, no”.
 


Tant’è, il bello della musica è che ti sorprende…

I Pan del Diavolo me li sono ascoltati e riascoltati, ho guardato i loro videoclip, letto le loro interviste e sono anche andata vicino dal vederli dal vivo.

Sono un duo palermitano (Alessandro Alosi voce, chitarra, grancassa e Gianluca Bartolo, chitarra 12 corde), suonano e cantano dando vita a brani dal sapore folk rock con atmosfere che richiamano a volte il vecchio blues americano (“Il boom”), ma anche il rockabilly (“Lux Interior”, che ricorda anche Fred Buscaglione) per poi affacciarsi alla musica nostrana rifacendosi a Rino Gaetano (“Coltiverò l’ortica”) o proponendo brani tipicamente folk con inserti vocali degni di nota (“Università”).
La voce di Alosi sporca e decisa, a volte urlata e roca, fa venire in mente un misto tra Le Luci della Centrale Elettrica (molto più bravi, però), Zen Circus e Marta sui Tubi. Con gli Zen Circus, tra l’altro, hanno anche registrato un brano dal titolo “Bomba nel cuore”, estratto dal loro ultimo album “Sono all’osso” uscito nel 2010, successore del loro Ep di debutto eponimo uscito nel 2008.

Ecco, se vi piace tutto questo, i Pan del Diavolo fanno per voi.

 

 

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