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Foxhound
Allora: "Basso, batteria, due chitarre e tre voci. No formaggio". Questi sono i Foxhound. O meglio, questo è quello che dicono di essere i Foxhound, la loro bio, il biglietto da visita. Poi certo, ci si può aggiungere qualcosina, ad esempio che sono quattro ragazzi molto giovani, che sono di Torino, che fanno indie rock e che cantano in inglese perché, sempre parole loro, "sono quattro musicisti stranieri con cittadinanza italiana". Il disco d'esordio è uscito da poco, s'intitola "Concordia" e avremo occasione di approfondirlo molto presto.
 

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di "Concordia"

Quello che ci interessa qui però, è capire chi sono i Foxhoud, e soprattutto perché abbiamo scelto proprio loro. E forse non si deve neanche andare troppo lontano con chissà quale gioco di rimandi, riferimenti e paragoni. I Foxhound sono un basso, una batteria, due chitarre e tre voci. C'è qualcosa d'altro che dobbiamo assolutamente sapere? Credo proprio di no. Come credo non ci sia bisogno tutte le volte di dover appiccicare per forza un'etichetta a un qualcosa di così chiaro e semplice come possono essere quattro ragazzi che suonano e decidono di mettere in piedi una band. Concentriamoci allora sulla parte più consistente della loro presentazione. Perché è così che va giocata questa partita, usando le loro stesse armi. "No formaggio" è una presa di posizione bella e buona. Alt, una presa di posizione o un capriccio? Hanno diciannove anni, sono giovani… Capaci di fare ancora gli schizzinosi. O forse no. Forse presentarsi solo con un "niente formaggio" qualsiasi, è stata una scelta ben precisa. La scelta di una band che suona, e per suonare vanno benissimo un basso, una batteria, due chitarre e tre voci.
 

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ai Foxhound

 
Niente formaggio. Per far parte di una band servono quattro ragazzi che scrivono pezzi che non hanno bisogno di ricami, sovrastrutture o chissà quale magheggio. Che è un po' come dire: "La mia pasta va benissimo così, niente formaggio per me, grazie". Cantano in inglese perché per quelli della loro età probabilmente è questa la lingua madre della musica, e sono finiti nell'orbita di The Observer proprio perché ascoltando i pezzi di "Concordia", ci siamo trovati di fronte ad una band senza la benché minima pretesa di strafare; pezzi completi, che prendono immediatamente grazie a quella ruvidità e irruenza tipica di chi ha ancora tutte le cartucce da sparare. I Foxhoud sono semplicemente una band formata da un basso, una batteria, due chitarre e tre voci. Una band senza formaggio.

 

 

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