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Questa volta a The Observer non vi parliamo di un vero e proprio emergente, anzi. Dino Fumaretto (ovvero Elia Billoni) ha inciso uno dietro l'altro i due album autoprodotti "Buchi (2002 – 2006)" e "Pitocco" del 2009 e da quel momento non si è più fermato. Da sempre dedito al mondo della scrittura (diversi sono i suoi racconti e i suoi scritti su Internet, ancor prima che pubblicasse dischi) Fumaretto esiste dal 2002 e fa cantare le sue canzoni a Elia Billoni.
Il cd "Pitocco", una raccolta di seconde scelte musicali che gli illuminano la via da percorrere, lo porta nel 2010 ad incrociare sulla strada l'etichetta discografica indipendente Trovarobato, con cui pubblica il suo primo, vero, Lp "La vita è breve e spesso rimane sotto", registrato nell'arco di un solo giorno al Bunker Studio di Rubiera da Andrea Rovacchi. Nell'album saltano subito all'orecchio le capacità intuitive da bravo cantautore istrione, sempre in movimento e con delle sonorità non semplici ma ben articolate, non immediatamente comprensibili ma intense. Dino Fumaretto va ascoltato più e più volte prima di riuscire ad assaporare a pieno le sue qualità, e con la sua seconda prova in studio "Sono invecchiato di colpo" (arrangiato per la maggior parte da Nicola Cappelletti e Elia Billoni tranne l'ultima canzone che vede l'arrangiamento di Iosonouncane), tutto sembra essere più nitido.
Le atmosfere che si inseguono nell'album sono a volte tenebrose e mistiche, mentre altre volte risultano più vicine al primo album. Dal primo disco a questa seconda fatica in studio, al pianoforte di Dino Fumaretto si è aggiunta una band vera e propria facendo diventare il suo rocambolesco modo di cantare e interpretare i brani un marchio di fabbrica, mentre i testi, che inizialmente sembrano campati in aria, sono pieni di verità e di concetti, a volte semplici, altre volte più profondi. Dietro a Fumaretto si nasconde un mondo di sensibilità e di influenze musicali che vanno dal nostrano Franco Battiato fino ad arrivare al folk rock d'oltremanica (vengono in mente - qua e là - Iron & Wine) con un tocco del peggior Tom Waits (citazione del comunicato stampa di presentazione del disco, nel quale, però, viene tirato in mezzo "il peggior Neil Young"). In occasione dell'uscita del suo singolo "Mente spostata", Rockol The Observer vi propone in anteprima il videoclip del brano diretto da Christian Bona.
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