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Originari di Roma - deve andare proprio tanto, nella capitale, questa moda di non voler farsi riprendere in volto per creare un po' di mistero -, voce e chitarra elettrica, batteria e voce, abiti eleganti, e maschere da saldatori, i Cyborgs sono un power duo formato da 0 e 1 (come i simboli del codice binario, che rappresenterebbe l'inizio e la fine dell'uomo) e a maggio del 2011, più di un anno fa, hanno pubblicato l'album d'esordio omonimo per l'emergente etichetta indipendente INRI di Torino (il disco vede la produzione di Cyborgs e Mr. Bug).
Se a vederli può inizialmente venire un po' di ansia, con quest'aria da becchini venuti dal futuro che si ritrovano, a sentirli tutto cambia: i loro abiti grigi e le loro maschere che non fanno trapelare nessuna
emozione, si colorano di sfumature musicali spumeggianti e irresistibili, per le quali si può perdere la testa ance dopo pochi ascolti. Prendendo a pieni mani dal repertorio musicale d'oltreoceano degli anni Cinquanta e Sessanta, i Cyborgs fanno scorrere energia pura negli undici brani inediti che compongono il loro esordio discografico, accendendo la miccia, guardano il filo bruciare e godono quando sul finale esplode tutto. Esponenti dell'elettrofunkblues, sostenitori del motto "Salvati la faccia finché sei in tempo, e muovi il culo perché se non balli non c'è futuro…", i Cyborgs sono un duo tutto da scoprire…
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