FORTISSIMISSIMO

Fucsia

Voto Rockol: 3.0 / 5
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Lo scorso anno Franco Fasano ha festeggiato i suoi primi cinquant'anni. Un avvenimento che lo ha portato a fare un resoconto di quanto, artisticamente parlando, realizzato fino ad oggi: “Mi è venuta voglia di organizzare una festa invitando le canzoni che ho scritto – racconta Fasano - da quelle più famose a quelle più nascoste, ma non per questo meno importanti per me. Ho parlato di questo mio desiderio a buona parte dei musicisti con cui ho collaborato in questi anni fin dagli esordi. E così, spontaneamente, senza nessuna strategia discografica, è nata l’idea di questo doppio album”.
“Fortissimissimo”, che giunge a ben dodici anni di distanza dal suo ultimo lavoro in studio “Scherzando scherzando”, vede quindi una schiera di professionisti a cui è stato chiesto di scegliere tra i suoi molteplici brani e ri-arrangiarli in modo non conforme all’originale, uno stimolo per gli amici e colleghi Stefano Barzan, Pippo Caruso, Marco Falagiani, Marco Guarnerio, Danilo Madonia, Siro Merlo, Marco Mojana, Salvatore Mufale, Mario Natale, Luca Orioli, Pinuccio Pirazzoli, Massimo Varini, Mario Zannini Quirini e Fio Zanotti.
Ecco così che le canzoni di Fasano godono così di nuova vita, vestendosi di stili diversi: dal sinfonico al pop, dall’etnico al folk, dal quartetto d’archi alla big band. Tra i titoli ci sono cavalli di battaglia sanremesi come “Regalami un sorriso” (portata al successo da Drupi), “Io amo” (cantata da Fausto Leali), “Ti lascerò” (interpretata da Leali e dalla Oxa), “Mi manchi” (sempre da Leali), “Vieni a stare qui” (presentata dallo stesso Fasano nel 1990), “Colpevole” (cantata da Nicola Arigliano) e “Ti voglio senza amore” (interpretata da Iva Zanicchi); canzoni sociali come “Da Fratello a fratello”; storici brani per lo Zecchino d’Oro (“Goccia dopo goccia”) e cartoni animati (“Piccoli problemi di cuore)”; “Fiore di campo, fiore di primavera” scritta per Franco Califano; gli inediti “L’Amore che mi devi”, scritto insieme a Bruno Lauzi, e “La Luna”, scritto nel 1995 per Mia Martini; e ancora “Il giorno che la musica finì”, in duetto con Gatto Panceri, e un divertente brano corale dedicato a tutti i suoi coetanei (molti dei quali, musicisti ed ex compagni di liceo, con lui in studio di registrazione): “Noi del ’61”.