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RETURN OF SATURN
"The return of Saturn/ Assessing my life/ Second guessing.": in questo verso di "Artificial sweetener" che è racchiuso il senso di un album che vuole tirare con onestà le somme di un periodo difficile. Nel 1995, i No Doubt hanno venduto milioni di copie di "Tragic kingdom": un successo che li ha messi a dura prova. Durante questi cinque anni che hanno portato a "Return of Saturn", Eric Stefani, tastierista e fratello della cantante del gruppo, Gwen, ha deciso di lasciare la band, e la bella Gwen ha rotto con il bassista Tony Kanal, per iniziare una tormentata storia a distanza con Gavin Rossdale dei Bush. Eppure, la band è riuscita a digerire i vari incidenti di percorso, a trasformarli in carburante per l'ispirazione e a mettere insieme un album che riesce a essere al tempo stesso migliore, profondamente diverso, ma in fondo coerente con il precedente "Tragic kingdom".
Musicalmente, "Return of Saturn" conferma la predilezione della band per uno stile che mescola influenze disparate, dal cabaret al punk, passando per lo ska delle origini e il rock sporcato di metal, con risultati a tratti sorprendenti: ne è un esempio "Bathwater", divertente riflessione sul perché le brave ragazze finiscano sempre con i cattivi ragazzi - e li amino al punto da lavarsi nella loro stessa acqua del bagno - condotta con il passo di un numero di Broadway, rivisitato con chitarra, batteria e basso e con la voce istrionica di Gwen Stefani a fare da protagonista. Nella varietà di ispirazioni, quello che emerge è la coesione del gruppo, la raggiunta sintonia tra testi dalle svolte imprevedibili - di una sincerità spiazzante, capaci di passare dallo scherzo alla confessione nel giro di una battuta - e una musica che, nei suoi inaspettati incroci, interpreta questo stato d'animo insieme solare e cupo, sereno e contrastato.
"I am Jekyll, I am Hyde/ So insecure/ I'm just a normal person" canta Gwen in "Comforting lie": ed è l'insicurezza, sono la fragilità, la vulnerabilità, la confusione dei sentimenti, il tema conduttore di questo album. A partire da "Ex-girlfriend", primo singolo di "Return of Saturn", che documenta un rapporto finito, con le ossessioni e gli strascichi morbosi che si porta dietro, perfettamente resi dai sussurri sinistri di Gwen: "I know that when I see you I'm going to die/ I know I'm going to want you and you know why/ It's going to kill me to see you with the next girl/ 'Cause I'm the most gorgeously jealous kind of ex-girl".
Musicalmente, "Ex-girlfriend" parte con un inserto trip-hop, spezzato da un riff di chitarra rockeggiante, che lascia il posto a suoni ossessivi che sfociano in una batteria indiavolata con inserto hip-hop. Un buon esempio di come in "Return of Saturn" i generi si incrocino e si contaminino, con una ballata romanticamente rock come "Simple kind of life" ("I always thought I' d be a mom/ Sometimes I wish for a mistake" canta Gwen), accanto alla rivisitazione delle sonorità anni Ottanta - molto presenti nell'album - di "Six feet under", inaspettata riflessione sul destino degli esseri umani che nascono per poi morire, alla grinta "alla Hole" di "Artificial sweetener", al lamento languido, da cantilena ipnotica, di "Marry me". Una ulteriore riprova che la scelta dei No Doubt è andata nella direzione non del disco "di maniera", ma di una confessione sincera di stati d'animo e difficoltà, di diversità che riescono però a conciliarsi, all'insegna della sperimentazione. Nonostante le insicurezze, non c'è dubbio, i No Doubt la loro maturità l'hanno trovata.
TRACKLIST
"Ex-girlfriend"
"Simple kind of life"
"Bathwater"
"Six feet under"
"Magic's in the makeup"
"Artificial sweetener"
"Marry me"
"New"
"Too late"
"Comforting lie"
"Suspension without suspense"
"Staring problem"
"Home now"
"Dark blu"
"Big distraction" (Bonus Track)
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