Il musicista senza nome fa quadrato. Si sa, questi non sono tempi facili per lui. Aldilà delle questioni discografiche, L’Artista Precedentemente Noto Per Quanti Dischi Vendeva, ora incontra la diffidenza dei più. Coloro che prima trovavano la sua musica eccitante e geniale, adesso al suono del suo nome fanno spallucce, sorridono e liquidano la questione: “Si è bevuto il cervello”. Troppo imprevedibile, troppo megalomane, star che si ribella al meccanismo che ha fatto di lui una star. Dischi tripli, dischi solo su Internet, dischi (come l’ultimo “Newpower soul”) poco convincenti. Vuoi mettere con le accattivanti contaminazioni della nuova black music, i duetti, le collaborazioni coi produttori alla moda? ... Segno dei tempi, avrebbe detto un tale Prince.
Eppure, solo 4 anni fa, “The gold experience” ci aveva ancora una volta regalato un’Artista Precedentemente Noto Per Essere Un Genio della musica pop, per una ispirazione freschissima e una capacità di attraversare gli stili senza costringersi a farlo per accontentare la gaia critica. Possibile che quattro anni dopo sia scoppiato? Pure, questa corrente di pensiero è forte.
Così, questo disco, così espansivo nel titolo, è in realtà un bisogno di ritrovarsi, di ridefinire la propria essenza e il proprio sound. Diciamo subito che non contiene brani “forti”, ragion per cui pochi troveranno modo di amarlo come album. Ma sicuramente contiene Prince, Tafkap, il Simbolo - incontenibile per sua fortuna e disgrazia (e per fortuna e disgrazia di quelli che continuano a credere in lui) in questi ultimi anni. Contiene un ripiegamento sulla propria inconfondibile capacità di essere un medium in grado di captare tanti stili e ritrasmetterli a propria immagine e somiglianza. Ed è importante che mentre Will Smith ricicla i Clash e Mary J. Blige ricicla Elton John (e tutti: “oh, che meraviglia!”), ci sia chi continua a credere in se stesso come capacità di sintesi e di invenzione musicale, producendo un suono che non può appartenere a nessun altro. Forse proprio per questo nessun brano emerge sugli altri: perché questo disco è essenzialmente una ricerca di se stesso più che del contatto con l’ascoltatore. E forse proprio per questo i brani dai quali ci si aspetta qualche fermento risultano meno convincenti: la title-track, ad esempio, non comunica la “gioia fantastica” di “1999”. Ma non a caso, è nei brani più intimi, le ballate, che ci scappa qualche brivido: “Man’o’war” e “I love you but I don’t trust you anymore” sono solo nipotine di “The beautiful ones”, ma il codice genetico è quello. E le presenze di Ani Di Franco e Chuck D, Maceo Parker e Gwen Stefani, le ombre benevole di Miles Davis e Sheryl Crow, sono - per incredibile che possa sembrare - quasi inavvertibili, ma utili a rassicurare il capocantiere, unico responsabile della ricostruzione della propria dispersa (con tutti quei nomi!) personalità. Ma questo disco, per quanto non un capolavoro, è un disco importante. Quanto un cartello con la scritta: “Stiamo lavorando per voi”. Aspettiamo fiduciosi.
TRACKLIST
“Rave un2 the joy fantastic”
“Undisputed”
“The greatest romance ever sold”
“Hot with u”
“Tangerine”
“So far, so pleased”
“The sun, the moon and stars”
“Everyday is a winding day”
“Man’o’war”
“Baby knows”
“I love you, but I don’t trust u anymore”
“Silly game”
“Strange but true”
“Wherever u go, whatever u do”
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Sigur Ros
VALTARI -
Beach House
BLOOM -
Public Image Ltd.
THIS IS PiL -
Sun Kil Moon
AMONG THE LEAVES -
Joey Ramone
...YA KNOW? -
Cosmetic
CONQUISTE -
Tom Jones
SPIRIT IN THE ROOM -
Slash
APOCALYPTIC LOVE -
Cesare Cremonini
LA TEORIA DEI COLORI -
B.O.B.
STRANGE CLOUDS
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Sigur Ros
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Fun.
SOME NIGHTS -
Virginiana Miller
GELATERIE SCONSACRATE -
Lisa Marie Presley
STORM & GRACE -
Gerardo Pulli
GERARDO -
Joe Bonamassa
DRIVING TOWARDS THE DAYLIGHT -
Lassociazione
A STRAPIOMBO -
Max De Aloe
BJORK ON THE MOON -
Nuju
3° MONDO -
Pomplamoose
HEY IT'S POMPLAMOOSE -
Saint Etienne
WORDS AND MUSIC BY SAINT ETIENNE
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Fun.













