TAGS: Elettronica, Nightlife, Pet Shop Boys

OK, “New York City boy”, con i suoi coretti alla Village People, è un gran bel singolo, però per il resto i Pet Shop Boys sembrano essersi persi per strada. Smaltite le sbornie carioca del precedente BILINGUAL, la ditta Tennant & Lowe - da sempre accreditata come una delle più fruttifere istituzioni del pop inglese – ha impiegato tre anni per fabbricare un nuovo album, ma il semplice trascorrere del tempo non è servito a caricare questo lavoro dei contenuti giusti. Tranquilli, i fans del gruppo troveranno comunque qualcosa di piacevole ascoltando “Closer to heaven”, “Happiness is an option” e “You only tell me you love me when you’re drunk”, apprezzeranno le sonorità sobrie, algide e cyber-pop quanto basta, ma oltre al colpo di coda del singolo e un paio di avvenenti ballads che molto poco da segnalare dalla torretta di bordo. Diamo atto a Tennant di aver costruito uno stile vocale sempre particolare ed incisivo, suadente e decadente quanto basta per continuare ad essere eletto un must per la comunità gay mondiale, ma gli anni passano, i figli crescono, i non padri invecchiano e le canzoni mancano: ragion per cui dei Pet Shop Boys conviene continuare ad ascoltare la passata produzione. Una segnalazione sbiadita anche per la produzione, perfetta e impeccabile ma a volte un po’ soporifera. Insomma, i due signorini hanno scritto e cantato di meglio: la loro imperdibile antologia, DISCOGRAPHY, è lì a dimostrarlo. NIGHTLIFE è un disco poco riuscito, inutile negarlo.

TRACKLIST
“For your own good”
“Closer to heaven”
“I don’t know what you want but I can’t give it any more”
“Happiness is an option”
“You only tell me you love me when you’re drunk”
“Vampires”
“Radiophonic”
“The only one”
“Boy strange”
“In denial”
“New York City boy”
“Footsteps”






Rockol - La musica online: news, concerti, artisti, classifiche, vendita biglietti cd dvd musicali