TAGS: Air, Elettronica, PREMIERS SYMPTOMES

Come preannuncia il titolo dell’album, a un anno di distanza dall’apprezzatissimo disco d’esordio di Air, ci vengono proposti i “primi sintomi” di quella che è poi diventata la colonna sonora del “safari spaziale” (“Moon safari”, appunto) pensato da Nicolas Godin e JB Dunckel. Un safari intergalattico in cui i due responsabili di Air virarono decisamente verso territori pop, facendo collidere l’estetica “eterea” del trip hop con quella più “tangibile” della forma canzone, della pop song. Prima di “Kelly watch the stars” o “Sexy boy” però JB e Nicolas avevano colpito i tipi della Source (la loro etichetta indie in Francia) e in seguito il guru del trip hop (James Lavelle, boss della Mo’Wax) con una miscela di suoni “astratti” (quelli dell’ambient e del dub, in primis) coniugati a quelli “vintage” di tastiere come il moog o il rhodes (significativi sono “Modular mix” e “Casanova 70”), in cui si strizzava l’occhio a eroi della canzone “arrangiata” come Burt Bacharach (ascoltare “Les soleil est pres de moi” per credere) o icone nazionali come Serge Gainsbourg. Ora, con “Premiers symptomes”, ci possiamo rendere conto di persona del deragliamento pop messo in atto con “Moon safari” e decidere quale delle due versioni degli Air ci piace di più. Ed è un bell’enigma, considerata la qualità dei pezzi qui inclusi. Da “Modular mix” a “Brakes on” (l’ultimo, acidulo brano, che chiude alla grande l’album) “Premiers symptomes” è infatti una sequela estasiante di brani che, più che “vagiti” informi di un gruppo ancora in cerca di affermazione è una raccolta di pezzi che confermano la qualità indubbia di Air.

TRACKLIST
“Modular mix”
“Casanova 70”
“Les professionels”
“J’ai dormì sous l’eau”
“Les soleil est pres de moi”
“Californie”
“Brakes on”






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