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di Mattia Marzi



Un anno di lavoro in studio tra Milano e Los Angeles, la…



di Mattia Marzi



Un anno di lavoro in studio tra Milano e Los Angeles, la produzione di Tiziano Ferro e Michele Canova Iorfida (uno dei produttori italiani pià importanti di questo periodo, braccio destro di gente come Antonacci, Giorgia, Nannini, Jovanotti e Mengoni): sono credenziali importanti per questo disco, anche per una come Alessandra Amoroso , tra le numero 1 del “nuovo pop” italiano, quello degli artisti usciti dal giro dei talent show. Non è la prima volta che Ferro si mette a disposizione delle voci di giovani cantanti: lo aveva fatto già nel 2008 con Giusy Ferreri (scrisse e produsse l'album di debutto "Gaetana" e la raccolta di cover "Fotografie") e all'inizio di quest'anno con Baby K. Ma in questi lavori difficilmente si riusciva a percepire la sua presenza (salvo qualche eccezione, come nel caso di "Aria di vita" e "Passione positiva" per la Ferreri e "Sei sola" per Baby K, che per certi versi ricorda il Tiziano Ferro delle origini): nella nuova fatica discografica di Alessandra Amoroso, la terza, questa si avverte invece in maniera davvero significativa. In "Amore puro" ricorrono infatti tutti i tratti caratteristici di Ferro, dal lessico all'uso dei verbi (tutti rigorosamente al passato), persino nel modo con cui Alessandra interpreta i brani (in diversi momenti sembra di sentire la voce di Ferro che canta le canzoni con la sua timbrica calda e intensa).


L'album contiene undici inediti, tra cui il singolo di lancio "Amore puro", quasi tutti scritti da Ferro (spesso insieme ad autori internazionali come, tra gli altri, Christopher Crowhurst, Jon Bellion e Jos Hartvig Jorgensen). Per la prima volta Alessandra firma il testo di una canzone, "Da casa mia", mettendoci dentro i ricordi legati alla sua terra e al suo passato, mentre altre collaborazioni illustri sono quelle con Emeli Sandé (che cura il testo in inglese - poi riadattato all'italiano da Tiziano Ferro - e la musica di "Fuoco d'artificio, rimembranza delle primissime incisioni della Amoroso come "Stella incantevole" o "Per ora per un po'") e con Biagio Antonacci, che firma per la cantante "Non devi perdermi" (una delle tracce migliori). L'impressione che si ha ascoltando questo disco, però, è la mancanza di un filo conduttore che lega tra di loro le canzoni, sia per quanto riguarda i testi sia per quanto riguarda la musica; se un minimo comun denominatore c'è, potrebbe essere ravvisato nelle diverse sfaccettature del concetto di amore che i testi delle undici canzoni propongono, dall'amore per la propria terra (come in "Da casa mia") all'amore per i propri fan (in "Amore puro" Alessandra canta: "per la musica, la gente che curò le mie ferite... e quella gente, quella musica, mi indicarono un futuro e fu soltanto amore puro"), dall'amore incondizionato all'amore non ricambiato. Manca inoltre un livello di qualità omogeneo: ci sono picchi di livello ("Amore puro", "Difendimi per sempre", "Non devi perdermi") e brani che convincono di meno, come nel caso della danzereccia "Bellezza incanto e nostalgia" e di "Non sarà un arrivederci" (quest'ultima firmata dagli autori storici di Alessandra Federica Camba e Daniele Coro); rimandano alle precedenti produzioni della cantante e si discostano dalle altre canzoni per il sound che propongono (più semplice) e per le storie che raccontano (le stesse di "Senza nuvole" e "Ciao", per intenderci)









A parte questo, però, "Amore puro" è un disco che per gli amanti del genere, il pop italiano, si ascolta molto volentieri. "Starò meglio", con quell'accattivante riff suonato alla chitarra elettrica da Michael Landau (già al fianco di Ferro per "L'amore è una cosa semplice") e i battiti di mani, rievoca certe atmosfere anni '60 omaggiando i musical e la black music e mostrando sfumature nuove della voce di Alessandra (stesso discorso vale per "Hell or high water", incisa con tanto di vero coro gospel americano). "Difendimi per sempre" e "L'hai dedicato a me" sono due ballad romantiche che, per suggestione, rimandano al Tiziano Ferro di "Ma so proteggerti" e "L'ultima notte al mondo", mentre "La vita che vorrei" rappresenta una sorta di punto psicologico da cui ripartire per dare un taglio al passato e dare spazio alla vita che si desidera veramente.



Con "Amore puro" Alessandra compie un passo in avanti rispetto a quanto proposto in "Senza nuvole" e "Il mondo in un secondo": è un album più personale e maturo dei precedenti e dimostra la crescita artistica della cantante salentina, che si conferma come una delle più valide interpreti pop sul panorama musicale italiano e cerca il salto di qualità. Non si tratta più del "successo dell'anno" della ragazzina spuntata fuori da "Amici" ma di un disco "vero", insomma, a cui una squadra formata da interprete, autori e produttori ha lavorato per più di un anno. Anche se, visto proprio il team di autori e produttori capitanato da Tiziano Ferro, dall'esito finale era lecito aspettarsi qualcosa in più.



TRACKLIST:

"Da casa mia"

"Amore puro"

"Fuoco d'artificio"

"Starò meglio"

"Difendimi per sempre"

"Bellezza incanto e nostalgia"

"L'hai dedicato a me"

"Non devi perdermi"

"Non sarà un arrivederci"

"Hell or high water"

"La vita che vorrei"

 

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26 lug 2014    Rockol - La musica online è qui Rockol.com - All your music news in one place