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di Alfredo Marziano

Barba, aria distratta e occhialini tondi, Hal Willner ha il…



di Alfredo Marziano

Barba, aria distratta e occhialini tondi, Hal Willner ha il physique du rôle del professore universitario, dello scienziato assorto nei suoi studi, dell'intellettuale fuori dal coro. Infatti è un produttore diverso dagli altri, un alchimista per cui i dischi sono alambicchi in cui distillare voci, strumenti e canzoni nella segreta speranza di accendere scintille, di provocare reazioni chimiche esplosive: si tratti di reinterpretare le colonne sonore dei film Disney o il canzoniere di Brecht e Weill, Leonard Cohen o Nino Rota. Non poco felliniano, a proposito, nel gusto di rivisitare il passato in chiave onirica, e non sarà un caso che la surreale e spiazzante immagine di copertina scelta per presentare "Son of rogues gallery" sia un fotogramma carpito da "E la nave va" del maestro romagnolo.

Acqua, barche, legni cigolanti, ballate piratesche e canzoni marinare sono il filo conduttore di questo sequel il cui progenitore, nato come costola della saga cinematografica dei "Pirati dei Caraibi", risale ormai a quasi sette anni fa. Un secondo volume, spiega Willner nelle note di copertina e nell'intervista concessa a Rockol, era in cantiere da quando Shane MacGowan , Tom Waits e Keith Richards (che in quel serial ha anche recitato) non riuscirono a essere della partita. I tre pirati del rock'n'roll ci tenevano, e stavolta si sono fatti trovare pronti all'appello: l'alcolico angloirlandese con il folk rock all'arma bianca di "The leaving of Liverpool" già incisa con i Pogues e qui riproposta in uno sciabolante arrangiamento per archi e fiati; gli altri due, vecchi sodali dai tempi di "Rain dogs", con una versione storta e ruggente del superclassico "Shenandoah" che nelle loro mani diventa una struggente canzonaccia da taverna. E l'accoppiata più spendibile del doppio cd in termini di marketing, accanto a quella composta da Michael Stipe e Courtney Love , due vecchi amici che il solerte Willner ha spinto a registrare per la prima volta insieme, intuendo che l'impasto delle loro voci granulose - intensa come sempre quella dell'ex vocalist dei R.E.M., opportunamente sgraziata quella della vedova Cobain - non avrebbe potuto lasciare indifferenti (c'è anche Peter Buck , nel disco, "nascosto" tra i Venus Three che accompagnano il sempre affidabile Robyn Hitchcock).





Rispetto al "padre" dell'estate 2006, questo "figlio" - dice Willner - è più allegro, "non così incentrato su tortura, sodomia e morte". Roba per palati forti, comunque: rum e non acqua minerale, salsedine che si appiccica alle orecchie con i soliti alti e bassi quando la ciurma è così composita e variopinta. Il menù è vario, includendo due brani non incisi appositamente per questo album (l'elegante e orchestrale "Flandyke shore" di Marianne Faithfull era già stata pubblicata su "Easy come, easy go" e qui torna come dovuto omaggio alla canadese Kate McGarrigle nel frattempo scomparsa; mentre il jazz blues strumentale "Wedding dress song"/"Handsome cabin boy" è un gentile omaggio che la vedova Zappa ha pescato nei cassetti del marito: anche l'onnivoro Frank amava i sea shanties...), qualche outtake dalle session di sette anni fa (la "General Taylor" di Richard Thompson , robusto electric folk a chiamata e risposta) e un repertorio non solo tradizionale. Qualcuno, infatti, preferisce misurarsi con cose proprie (così Patti Smith , che dopo "Banga" rinsalda il legame artistico con Johnny Depp , coproduttore e ideatore del progetto assieme a Gore Verbinski, nella ballata elettrica "Mermaid"), altri scelgono cover che esulano dal canone classico: fiancheggiata da Nick Cave e da Warren Ellis, la punk rocker newyorkese Shilpa Ray maltratta con piglio grintoso e voce maleducata la "Pirate Jenny" dell' "Opera da tre soldi", il concittadino Ed Pastorini riprende a cappella un vecchio titolo di Captain Beefheart, Beth Orton rilegge con vibrante sensibilità e accenti vagamente psichedelici un vecchio classico del folk singer Dave Van Ronk e l'ottima Petra Haden reinventa, con i sax di Lenny Pickett, un George Harrison quasi dimenticato a tema marinaro - "Sunshine life for me" stava su "Ringo", terzo album datato 1973 dell'ex batterista dei Beatles - intonando con la sua voce-strumento una delle rivisitazioni più leggere, ironiche e riuscite della collezione.

Willner è un regista accondiscendente che suggerisce ma lascia mano libera al suo impressionante cast, rafforzato da una house band con i fiocchi (i Jack Shit alias Val McCallum, chitarrista di Jackson Browne, e Pete Thomas- Davey Faragher, sezione ritmica degli Imposters di Elvis Costello) e dai cameo di musicisti di primissima scelta come Bill Frisell e Marc Ribot. Cosicché c'è chi si avventura in viaggi esotici e chi resta ancorato in porti sicuri: e mentre Todd Rundgren davanti al suo laptop rielabora elettronicamente la celebre melodia hawaiana di "Rolling down to old Maui" (il risultato è francamente sconcertante e trascurabile), Dr. John e Ivan Neville preferiscono restarsene a New Orleans sulle sponde del Mississippi, Katie Red e Big Freedia piegano la classica "Sally Racket" alle scansioni della bounce music (l'hip hop della Crescent City), e Gavin Friday sventola la sua bandiera irlandese nell'eterea "Tom's gone to Hilo".

In questi mari tempestosi, qualcuno sembra un po' in balia delle onde (la href="http://www.rockol.it/artista/Macy-Gray"> Macy Gray di "Off to sea once more" in salsa reggae dub), mentre i ribaldi di professione tengono dritto il timone: Iggy Pop è divertente e quasi cabarettistico in "Asshole rule the navy", voce e fisarmonica come il convincente Marc Almond di "Ship in distress", mentre un altro vecchio amico di Tom Waits, Chuck E. Weiss, si cala bene nella parte nel valzer autografo e ubriaco di "Anthem for old souls" (il tasso alcolico resta ovviamente alto in"Whiskey Johnny", che Michael Gira degli Swans tramuta in uno swing funk sbilenco). Molti newyorkesi, nell'equipaggio, ma anche attori hollywoodiani come un Tim Robbins (con Matthew Sweet e Susanna Hoffs delle Bangles) folgorato sulla via di Leonard Cohen e una Anjelica Huston carismatica con accompagnamento di quartetto d'archi, mentre il mago Ricky Jay è forse il più felliniano di tutti nella narrazione di "The chantey of Noah and his ark". E' una delle tante curiosità di un disco , in cui Antony a fianco della trasgressviva glam rocker Kembra Pfahler, di Joseph Arthur e di Joan Wasser alias the Policewoman, veste i panni di una sirena androgina, Robin Holcomb e Jessica Kenny sfiorano le coste del jazz avant garde e il percussionista Kenny Wolleson con la marching band degli Himalayas si abbandona a ritmi afro. Tutto coerente, nella sua assoluta incoerenza, perché la gente di mare non ha confini e Willner sa bene che folk e popular music sono materia viva e pulsante finché non si cerca di imbalsamarli.

TRACKLIST:

CD 1
Shane MacGowan - "Leaving of Liverpool"
Robyn Hitchcock - "Sam’s gone away”
Beth Orton - "Bamboo (River come down"
Sean Lennon & Charlotte Kemp w/Jack Shit – “Row bullies row"
Tom Waits w./Keith Richards - "Shenandoah"
Ivan Neville - "Mr Stormalong"
Iggy Pop w/A Hawk and a Hacksaw - "Asshole rules the navy"
Macy Gray - "Off to sea once more"
Ed Harcourt - "The ol’ OG"
Shilpa Ray w/Nick Cave & Warren Ellis - "Pirate Jenny"
Patti Smith & Johnny Depp - "The mermaid"
Chuck E Weiss - "Anthem for old souls"
Ed Pastorini - "Orange claw hammer"
The Americans - "Sweet and low"
Robin Holcomb & Jessica Kenny - “Ye mariners all"
Gavin Friday & Shannon McNally - “Tom’s gone to Hilo"
Kenny Wollesen and The Himalayas - "Bear away"

Disco 2: Frank Zappa & the Mothers of Invention - "Wedding dress song"/"Handsome cabin boy"
Michael Stipe & Courtney Love w/Jack Shit - "Rio Grande"
Marc Almond - "Ship in distress"
Dr John - "In lure of the Tropics"
Todd Rundgren - "Rolling down to old Maui"
Dan Zanes w/Broken Social Scene - "Jack Tar on shore"
Katey Red & Big Freedia w/Akron/Family - "Sally Racket"
Broken Social Scene - "Wild goose"
Marianne Faithfull w/Kate & Anna McGarrigle - "Flandyke Shore"
Ricky Jay - "The chantey of Noah and his ark (Old school song)"
Michael Gira - "Whiskey Johnny"
Petra Haden w/Lenny Pickett - "Sunshine life for me"
Jenni Muldaur - "Row the boat child"
Richard Thompson w/Jack Shit - "General Taylor"
Tim Robbins w/Matthew Sweet & Susanna Hoffs - "Marianne"
Kembra Pfhaler - "Barnacle Bill the Sailor"
Anjelica Huston - "Missus McGraw"
Iggy Pop & The Elegant Too - "The dreadnought"
Mary Margaret O’Hara - "Then said the captain to me (Two poems of the Sea)"
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