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di Paola De Simone

L’idea c’è ed è buona. Prendere una manciata di canzoni dal…



di Paola De Simone

L’idea c’è ed è buona. Prendere una manciata di canzoni dal proprio repertorio e renderle credibili in altra veste musicale - cubana in questo caso - aggiungere degli inediti, qualche cover a tema e il disco è servito. E’ quello che ha fatto Zucchero nel suo nuovo progetto mondiale “La sesión cubana”, album registrato interamente all’Havana e inevitabilmente ritmato, come tradizione isolana vuole. Ma non deve certamente esserci stato un calcolo così freddo alla base di questo nuovo progetto, perché a sentire le tredici tracce, si avverte tutta l’allegria e il calore che può esserci solo in una session spontanea e libera. I suoni marci spogliano i brani della loro originale patinatura, rendendoli più ruvidi e sudati, complice l’aver registrato tutto dal vivo in studio. Così capita di ascoltare i già noti “L’urlo”, “Baila”, “Un kilo” e “Cuba libre” perfettamente a loro agio in una veste non così lontana dalla loro natura già molto solare. E succede anche di imbattersi in una scelta meno scontata con le ballate “Così celeste” e “Indaco dagli occhi del cielo”, più forzata - ma sempre bella - la prima, perfettamente centrata la seconda. E in quanto alle cover, la scelta è varia. Piacevoli le canzoni selezionate attingendo al repertorio caraibico meno popolare ma certamente di forte impronta latina, come “Nena” e “Pana” (cantata in duetto con Bebe), e c’è da complimentarsi per la versione appassionata di “Ave Maria no morro”, realizzata a due voci con la star brasiliana Djavan; mentre si capisce meno la scelta di “Never is a moment” del texano Jimmy LaFave, apparentemente fuori dal coro, non tanto per idioma quanto per contesto. Prodotto dallo stesso Zucchero e da Don Was (che per completare questo lavoro ha messo in attesa per un paio di giorni Mick Jagger&C.), l’album vede in tracklist anche due inediti: “Love is all around” (scritto con Pasquale Panella) e “Sabor a ti”, entrambi di chiaro marchio Sugar e potenziali singoli. Concentrati sulla scelta delle canzoni, non abbiamo ancora detto che a suonarle sono stati musicisti cubani preparati e partecipativi, che hanno messo al servizio di Zucchero la loro esperienza e generosità e che soprattutto hanno reso tutto molto credibile.



E chiudiamo con l’adattamento italiano di “Guantanamera (Guajira)”, che rappresenta uno dei punti più alti del disco, inaspettatamente attuale e fresco; e dire che toccare canzoni storiche è sempre un azzardo e raramente se ne esce incolumi. Ma Zucchero a quanto pare può, lui che nel 2000 ci offrì una versione live di “Ho visto Nina volare” che superò per grazia e intensità l’originale deandreiana. Sugar è certamente un giocatore d’azzardo, che però usa mettere il divertimento davanti alla vittoria. Per questo un disco come “La sesión cubana” non cerca complimenti né critiche, essendo il risultato di un momento di gustoso svago e il pretesto per una serie di concerti che si preannunciano scatenati. Prendiamolo così.

TRACKLIST:

“Nena”
“Baila (sexy thing)”
“Un kilo”

“Never is a moment”
“Guantanamera (Guajira)”
“Cuba libre”
“L’urlo”
“Indaco dagli occhi del cielo”
“Love is all around”
“Così celeste”
“Pana” (feat Bebe)
“Ave Maria no morro” (feat Djavan)
“Sabor a ti”

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