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Da dove arriva l’impasto sonoro di “The soft bulletin”? Che diavolo hanno combinato gli una volta vati di certo garare psichedelico come i Flaming Lips di Wayne Coyne? Qui c’è da mettersi le mani nei capelli, almeno dal punto di vista dei firerimenti sonori. Genesis, Pink Floyd, Led Zeppelin, Style Council, Zappa, Grateful Dead, Jefferson Airplane, tra queste canzoni c’è veramente di tutto. Comprese alcune canzoni che colpiscono il segno al primo ascolto, come l’iniziale “Race for the prize”, quasi un matrimonio tra le acrobazie armoniche dei Propellerheads e la batteria di John Bonham, e poi anche “Waitin’ for a superman” e “What is the light?”, che cita le atmosfere del Rocky Horror Picture Show mescolandole al cantato e al giro armonico perfetto per Roger Waters e i suoi vecchi Pink Floyd. Splendida anche la strumentale “Observer”, e l’ironia dei testi di “The spark that bled” e “The gash”, oltre ai brani già citati. Non tutte le canzoni sono forse all’altezza di quelle per ora prese in esame, e l’album passa anche attraverso tornanti più scuri e meno memorabili; ciò nonostante “The soft bulletin” rimane un disco da ascoltare con curiosità e malcelato interesse, attenti a capire se si è già capito tutto o c’è dell’altro; da parte sua Wayne Coyne farà ben poco di quanto è in suo potere per dissipare l’arcano.

TRACKLIST
“Race for the prize”
“A spoonful weighs a ton”
“The spark that bled”
“Slow motion”
“What is the light?”
“The observer”
“Waitin’ for a superman”
“Suddendly everything has changed”
“The gash”
“Feeling yourself disintegrate”
“Sleeping on the roof”
“Race for the prize”
“Waiting for a superman”
“Buggin’”





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