Nella tradizione giapponese "harakiri" è il suicidio che si infliggevano i guerrieri con taglio netto orizzontale nell'addome. Non è un caso se il terzo album solista di Serj Tankian , leader dei System Of A Down , abbia proprio questo titolo. Undici tracce che ti colpiscono dritte allo stomaco, virate tra l'hard rock, che ha donato "fortune & fame" a Serj, l'hardcore, il metal a tinte dark, il punk e l'elettronica. Il poliedrico Tankian, che ha lavorato nei passati due anni a ben quattro dischi (uno jazz, uno electro con il progetto Fucktronic, un'opera sinfonica intitolata "Orca" e la sua nuova fatica solista), non si è mai risparmiato nel proporre, con i suoi testi, la realtà nuda e cruda, senza mai "addolcire la pillola". Brani corposi e densi, che spingono alla riflessione su chi sia l'uomo contemporaneo e su quale sia il suo futuro. Temi centrali di questo nuovo album dell'artista di origine armena sono la politica, la società, l'ambiente e l'ecologia: è proprio la moria di pesci e uccelli avvenuta nel gennaio del 2011 a spingere Tankian a comporre proprio la title track del disco e a concepire tutto il lavoro. Un album che nasce dall'amore di Serj per la Terra e la natura ("mi ha ispirato moltissimo la Nuova Zelanda, selvaggia e incontaminata", ha detto in una recente intervista a Rockol. La tracklist di "Harakiri" si apre con "Cornucopia", schitarrata e potente, un bell'inizio. Serj canta degli sprechi e della ricerca frenetica di denaro da parte di chi governa l'occidente, creando una frattura economica tra Paesi agiati e Paesi poveri non indifferente. Si prosegue poi con "Figure it out", primo singolo estratto dal disco, pezzo dal ritmo incalzante e dalla melodia molto vicina ai primi brani dei System, una sorta di "richiamo alle origini" che di certo piacerà ai fan. Altro riferimento ai soldi è "Ching chime", che rimanda al suono delle monete: un ritornello sarcastico che ti rimane a dir poco impresso, modi filastrocca, e una melodia con tocchi elettronici davvero ben strutturata. "Butterfly" è dedicata alla natura e all'ambiente violati dall'uomo: attraverso una metafora Serj canta con trasporto delle brutture commesse dall'uomo su piante e animali. "Children outcry, "Granfather sky", rivers surviving through her eye", è il verso favorito da Tankian. "Occupied tears" e "Defending silence" riecheggiano come il fischio di colpi di pistola inferti dall'uomo alla nostra società: comunità ferite, abusate, in cui il silenzio e le lacrime urlano con tutta la loro forza. Note suonate alla perfezione, batteria incalzante e chitarre protagoniste di gran parte dei pezzi sono il punto di forza del nuovo album di Tankian. "Forget me knot", nodo al fazzoletto, il "male" non si dimentica, "Reality TV" e "Uneducated democracy" sono lo specchio di cosa siamo diventati e per mezzo di chi. Il rock, sapientemente dosato accompagna l'intero disco. "Wave on", con un graditissimo intro di batteria e una sezione ritmica davvero ben calibrata, melodica e armoniosa, chiude un disco davvero ben riuscito. Curato nei minimi dettagli e cantato con un pathos talmente forte da lasciare il segno, "Harakiri" la ferita nell'addome la procura, eccome.
(Rossella Romano)
TRACKLIST
"Cornucopia"
"Figure it out"
"Ching chime"
"Butterfly"
"Harakiri"
"Occupied tears"
"Deafening silence"
"Forget me knot"
"Reality TV "
"Uneducated democracy"
"Weave on"