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Il nuovo disco di Filippo Gatti potrebbe essere un ottimo spunto per intavolare un discorso su quanto l’attuale cantautorato italiano non riesca a prendere le distanze da quello dei padri cantautori. Non che ci ricordi nessuno di loro – fatta eccezione per “Lettera del cantautore ai presidenti del consiglio” in cui ci sembra di ascoltare un Venditti d’annata – ma certamente “Il pilota e la cameriera” non è un lavoro di svolta né tantomeno in grado di lasciare il segno. Però è un buon disco. Si pone con modestia, come fosse cantato sottovoce, ma ha tante parole interessanti da dire, se ci si prende la briga di ascoltarlo con attenzione.
Misurato – e per questo apprezzabile - è anche il numero delle tracce: otto in tutto e tutte inedite, interamente scritte dall’ex Elettrojoyce, registrate in Maremma e missate a Dublino. Come nella tradizione, queste canzoni si muovono tra arrangiamenti asciutti - in cui la chitarra tiene le fila - e testi accusatori seppur velatamente ironici e distaccati. “Cattivi esempi” scatta una fotografia alla vacuità di certi mondi patinati, “Non sei nessuno” riprende il tema attraverso il racconto di una discesa e “Tutti mi vogliono quando mi va bene” rappresenta infine l’apice di un sistema opportunistico e vuoto. Ma non è tutto naturalmente, ecco che spunta il tema del sentimento: “Il pilota e la cameriera” – giustamente scelta come title track per gradimento - racconta la paura d’amare, “Limbo” è invece un urlo di gioia di chi finalmente può volersi bene apertamente e “Qui”, infine, invita a godere dell’attimo.
Ma queste otto tracce sono anche poesie e per questo, forse, si fa loro un danno a tentare di spiegarle e soprattutto si rischia di cadere in errore. Mettiamola così: “Il pilota e la cameriera” è un disco interpretabile e per questo ognuno potrà trovarci dentro la propria storia. Persino “Country song”, in cui si parla di un paese che somiglia molto all’Italia (“c’è ancora molto da inventare in questo paese piccolo e geniale nel bene e nel male”), potrebbe calzare perfettamente ad altri luoghi e contesti. E a proposito di questa canzone, posta in apertura di disco, musicalmente è effettivamente un country, ma a sé, visto che il resto del lavoro si muove su linee meno folcloristiche e più soft-rock. In sintesi “Il pilota e la cameriera” (che esce il 3 luglio in digitale e il 10 nei negozi tradizionali) non è il disco da avere assolutamente, ma ascoltarlo è un delicato piacere.

(Paola De Simone)


TRACKLIST:

“Country song”
“Tutti mi vogliono quando mi va bene”
“Il pilota e la cameriera”
“Lettera del cantautore ai presidenti del consiglio”
“Non sei nessuno”
“Limbo”
“Cattivi esempi”
“Qui”

TAGS:

Filippo Gatti, IL PILOTA E LA CAMERIERA

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