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Non è facilissimo accostarsi alle intenzioni artistiche dei New Candys, e non è facile farlo specialmente in un periodo storico musicale come questo. Vi sembra una frase troppo articolata per aprire la recensione? Bene, allora siete entrati nello spirito giusto per essere traghettati in “Stars reach the abyss”, nuovo album dei New Candys, band trevigiana ospite della rubrica Rockol The Observer. Il disco si apre subito con "Hand-Chain dog”, un brano denso di suoni e dalle atmosfere cupe che introduce perfettamente il primo singolo estratto, “Blackbeat”, una della canzoni meglio riuscite dell’intero disco, con un ritornello che si insinua nella testa come fosse un loop e non vuole sapere di andarsene, trattenuto anche dalle chitarre e dalla melodia ipnotizzante. La psichedelia la fa da padrona, ma i New Candys sono maturi abbastanza per trovare una chiave di lettura sempre nuova e concreta in un genere musicale che è fin troppo vasto e sfaccettato per coinvolgere l’ascoltatore da subito. Un esempio sono la frenetica e potente “Dry air everywhere” e la più tradizionale "Blue magic hat” che pesca a piene mani nel bagaglio musicale degli anni Settanta.
Da brani più esotici come "Sun is gone ('till day returns)" e “Nibiru”, entrambi caratterizzati dalla forte presenza del sitar, si passa a canzoni come "Meltdown Corp." e” Volunteer”, dove protagoniste sono le distorsioni e i riverberi, il modo migliore per preparare l’orecchio alla magnifica “Welcome to the void temple” che va ad esplorare il mondo del rock-noise e dello shoegaze.
C'è molto di internazionale in questo album, i suoni sono sporchi e contaminati con consapevolezza e bravura tanto da dare vita ad un disco che cattura sin dall’inizio, lasciando fuori dalla porta il lo-fi e concentrandosi invece su un buon impatto sonoro, omogeneo e a tratti snervante e teso, quasi come stare su un filo senza sapere quando e dove si cadrà. Nessun titolo, quindi, poteva essere più azzeccato di “Stars reach the abyss”: l’evanescenza di alcuni brani, l’oscurità di altri e la dimensione surreale in cui ci portano i New Candys rispecchiano a pieno l’immagine di un’intera costellazione brillante e luccicante che finisce ovattata nei fondali di un mare nero come il petrolio... un mare nel quale, in fondo, non si sta poi così male.

(Daniela Calvi)

Tracklist:
"Hand-Chain dog"
"Blackbeat"
"Half-heart"
"Dry air everywhere"
"Sun is gone ('till day returns)"
"Meltdown corp."
"Blue magic hat"
"Welcome to the void temple"
"Nibiru"
"Volunteer"
"Butterfly net"
"Purple turtle on canvas"

TAGS:

New Candys, Stars reach the abyss

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