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Ci sono compleanni e compleanni: alcuni aiutano ad aumentare le distanze da date dimenticabili…


Ci sono compleanni e compleanni: alcuni aiutano ad aumentare le distanze da date dimenticabili, altri sono una buona occasione per ricordare e festeggiare tappe indimenticabili. “Hanno ucciso l’uomo ragno”, il primo disco degli 883, uscì nel 1992, vent’anni fa, e segnò per l’appunto una tappa memorabile. E, dicevamo, ciò che non va dimenticato va festeggiato e così rinverdito. Da qui l’idea di incidere nuovamente il disco d’esordio del duo pavese, che fu non solo un successo discografico (i comunicati stampa parlano di oltre 600mila copie vendute, in rete la cifra sale a 650mila), ma soprattutto lo specchio di un’intera generazione, quella che ha vissuto l’adolescenza a cavallo tra gli Ottanta e i Novanta e che ha eletto (lo dicono i risultati di vendita) questo disco a portavoce dei propri casini mentali. E qui la parola casini ci viene davvero in aiuto, a costo di sembrare illetterati, perché nessun termine racconta meglio lo smarrimento degli adolescenti di quell’epoca. Oggi tutte le generazioni vagano nel buio - dagli anziani, su cui grava spesso il peso economico di figli e nipoti, agli adulti che vivono alla giornata, fino ai giovani senza grandi prospettive - ma all’epoca il mondo dei grandi era pieno di certezze e i genitori offrivano ai figli futuri preconfezionati fatti di titoli di studio e posti fissi, quanto bastava per uccidere la loro voglia di spensieratezza, alias l’uomo ragno. E pensare che a una settimana esatta dall’esordio discografico degli 883 – avvenuto il 10 febbraio 1992 - scoppiava lo scandalo Tangentopoli, che pure non bastò nell’immediato a risvegliare gli animi sopiti, troppo presi a svincolarsi dalle numerose pressioni familiari e sociali, alle quali rispondevano con chiari segnali di distacco: sub woofer delle auto che sembravano esplodere e super Mario Bros ad aprire una porta sul domani. Era il tempo dello stupore davanti ai primi aggeggi tecnologici, era arrivato il futuro, dal quale avrebbero tagliato fuori quasi tutta la generazione precedente. Ecco intravista la loro inconscia vendetta. Gli 883 erano tutto questo: il canto banale dei loro divertimenti banali, irritanti quanto realistici, specchio di un vocabolario che stava cambiando in preda a nuove - quanto vacue - necessità di espressione: “Non te la menare”, “6/1 sfigato”, “Con un deca” e “S’inkazza” (la k al posto della c dura non è, evidentemente, scoperta dell’era degli sms). All’epoca non tutti fummo in grado di coglierne la perfetta aderenza ai tempi, ma oggi, con poca lungimiranza e vent’anni di ritardo, va riconosciuto agli 883 - quindi a Max Pezzali e a Mauro Repetto - il merito di aver documentato una generazione. Tentativo che, in questa nuova edizione, si ripete in “Sempre noi”, unico inedito del disco, scritto e cantato da Pezzali a quattro mani e due voci con J-Ax, in un’ideale prosecuzione (o ripetizione) della canzone “Noi parte 2”, presente nel disco degli 883 “1 in +” (WEA, 2001). Con una sostanziale differenza tra le due: in questo nuovo episodio non c’è solo un affiorare di ricordi, ma emerge prepotente la voglia di guardare avanti. “E non c'è niente da rinnegare – cantano i due - ciò che è stato è stato, è tutto giusto così, però adesso bisogna andare, che di strada ce n'è ancora”. Come a mettere un punto. Così “Hanno ucciso l’uomo ragno 2012” è già il passato, sicuramente più di un disco, la testimonianza di un’epoca resa attraverso la forma canzone, non certo esposta come cimeli in mostra, ma con il chiaro intento di attualizzarne il ricordo. Così tutte le otto tracce originali sono state arrangiate in chiave rap e ricantate in maniera pienamente credibile da noti rapper della scena italiana: J-Ax, Entics, Ensi, Two Fingerz, Emis Killa, Dargen D’Amico, Club Dogo, Fedez e Baby K. Molti di loro sono intervenuti anche sui testi, scrivendo e rappando nuovi versi qua e là (ecco perché ad alcuni titoli troverete aggiunto l’anno in corso), senza mai snaturarne però il linguaggio giovanile. Claudio Cecchetto, produttore del disco di ieri e di oggi – insieme a Pierpaolo Peroni - dice che “con loro tutto è ritornato di estrema attualità”, ed effettivamente è così: grazie all’apporto di questa festosa squadra, l’album suona ancora adolescente e i suoi vent’anni proprio non li dimostra.

(Paola De Simone)




TRACKLIST:

“Sempre noi” (Con la partecipazione di J-Ax)
“Non me la menare” (Con la partecipazione di Entics)
“S’inkazza 2012” (Con la partecipazione di Ensi)
“6/1 sfigato” (Con la partecipazione di Two Fingers)
“Te la tiri 2012” (Con la partecipazione di Emis Killa)
“Hanno ucciso l’uomo ragno 2012” (Con la partecipazione di Dargen D’Amico)
“Con un deca 2012” (Con la partecipazione di Club Dogo)
“Jolly Blue 2012” (Con la partecipazione di Fedez)
“Lasciati toccare” (Con la partecipazione di Baby K)

 

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02 ago 2014    Rockol - La musica online è qui Rockol.com - All your music news in one place