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Strane coincidenze: negli stessi giorni escono i dischi di due icone del punk. Uno è quello postumo di Johnny Ramone, ”...Ya know?”, di cui vi parliamo in un’altra recensione. E poi, “This is PiL”, il ritorno dei Public Image Ltd. di John Lydon.
Due figure diversissime per stile. E non solo perché Johnny se n’è andato 10 anni fa... “This is PiL” si apre con un rutto. Si, un rutto. E uno pensa: “ecco John Lydon. Dio, com’è invecchiato: crede ancora di essere trasgressivo, a fare una cosa del genere?”. Se poi si pensa che l’ex Johnny Rotten ha partecipato all’Isola dei Famosi inglese come concorrente, che la sua credibilità musicale non è esattamente il massimo (anche grazie alle bislacche reunion dei Sex Pistols), e che questo disco è stato finanziato dai proventi della partecipazione ad uno spot pubblicitario... Insomma, le premesse per un flop ci sono tutte.
Invece.
Invece Lydon ha rispolverato la sua seconda creatura, e l’ha fatto bene: dei PiL originali c’è poco, a dir la verità. Jah Wobble, genio del basso con cui Lydon fondò la sua creatura sperimentale (post-punk in tutti i sensi) se n’è già andato da molto tempo. E anche dopo la sua uscita, i PiL riuscirono a tirar dritti per la loro strada, magari senza ripetere i fasti di “Metal box”, ma mantenendo l’identità meticcia di suoni - soprattutto il reggae - e producendo ancora un grande singolo, “This is not a love song” (1983), e un grande disco, “Album” (1986).
“This is Pil” è il primo album in oltre 20 anni, da “That what is not” (’92). E il disco regge bene, con molta più dignità di quello che si poteva supporre con queste premesse. Ai famigerati rumori corporali o in apertura, seguono le consuete sparate autoreferenziali tipiche del gruppo: “You are now entering a PiL zone!” urla Lydon. E la zona è fatta di un’incidere marziale, di urla e ripetizioni di slogan, con quello stile vocale unico. Nella zona c’è ancora una volta il reaggae, come “One drop” - la canzone più canzone del disco. C’è il rock dritto di “Terra-gate”, il simil-dub di “I must be dreaming”, lo spoken-word di “The room I am in”, e così via. Ci sono tanti stili nella musica dei PiL, com’è sempre stato costume della band.
La musica dei PiL è diventata meno innovativa - gli anni passano per tutti - ma Lydon ha fatto un disco-disco. Forse non lo si può più definire “post-punk”, a 30 e passa anni dai Sex Pistols. Ma “This is PiL” ricorda che Lydon non è solo un guitto, che non è solo la grande truffa del rock ‘n’ roll. Gli piace giocare, provocare. Ma quando vuole, sa ancora fare buona musica. E questo ci basta, almeno per il momento.

(Gianni Sibilla)

TRACKLIST:
“This Is PiL”
“One drop”
“Deeper water”
“Terra-gate”
“Human”
“I must be dreaming”
“It said that”
“The room that I am in”
“Lollipop Opera”
“Fool”
“Reggie song”
“Out of the woods”

TAGS:

Public Image Ltd., This is PiL

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