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Un disco fotografico, un album che racconta con una poetica retrò e scanzonata, sincera e ironica…


Un disco fotografico, un album che racconta con una poetica retrò e scanzonata, sincera e ironica, la realtà di oggi come fosse quella dell'800. Di cosa parlo? Parlo del nuovo album di Ilario Rosso, meglio conosciuto come Ila Rosso, che pubblica per l'etichetta indipendente INRI "La bellapresenza", una raccolta di dieci istantanee che si intersecano l'una nell'altra grazie alla musicalità dei brani che mantiene sempre una certa atmosfera, e grazie alle parole utilizzate, a volte un po' barocche, altre volte invece secche ed asciutte, per descrivere storie di vita e di personaggi ai quali, ascolto dopo ascolto, ci si affeziona. Se inizialmente confonde le acque con sonorità da buon menestrello ricordando Vinicio Capossela (non così malinconico però, anzi, a tratti un po' irriverente come nei primi due brani del disco "La bellapresenza" e la ben riuscita "Città espansa" che vede la preziosa collaborazione di Dargen D'Amico), mischiate ad atmosfere folk alla Modena City Ramblers ("Il figlio di papà"), la vera identità musicale di Ila Rosso, o, perlomeno, quella che ci piace definire come una delle sue caratteristiche musicali predominanti, si avvicina a quella di un Paolo Conte meno impegnato ("La falla (Lavorare stanca)") e un Fabrizio De André più immaturo ("Fiori di campo" e "Irpinia"). Dal cantautorato italiano si passa in un sol colpo a note che portano con sé il profumo dell'Europa dell'est, ricordando il folk balcanico ("L'onanista") e le canzoni di strada parigine che caratterizzano la curiosa ed immediata "Francia", al tempo stesso ironica e malinconica.
L'ultima fatica in studio di Ila Rosso, che arriva a due anni dalla pubblicazione dell'Ep autoprodotto "Invettive" e che oltre alla ben riuscita partecipazione di Dargen D'Amico vede la presenza anche di Luciano De Blasi, Gigi Giancursi e Cristiano Lo Mele dei Perturbazione, è un esordio più che riuscito, anche se lo stile non è forse dei più orginali. Sono tanti i riferimenti musicali che si possono indicare ascoltando "La bellapresenza" e le canzoni, con un'articolata attenzione ai testi, sono eterogenee mantenendo però sempre un punto di contatto tra di loro e lasciando spazio anche ad episodi divertenti (anche se incomprensibili) come la ghost track che emerge facendo scorrere l'ultimo brano.
Nato a Torino nel 1976, Ila Rosso si definisce un "disoccupato laureato in Fisica, cantastorie contemporaneo con influenze dalla musica classica alla nenia popolare, passando per lo swing, il liscio, il tango e la ballata": noi, a parte sulla laurea in Fisica di cui non abbiamo le prove, confermiamo il tutto.

Continuate a seguire Ila Rosso, protagonista in queste settimane di Rockol The Observer.

(Daniela Calvi)

TRACKLIST:

La bellapresenza
Città espansa con Dargen D'Amico
Il 'figlio di papà
La falla
I giovani
Francia
L'onanista
Fiori di campo
Irpinia
Alla mattina
, ,

 

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21 dic 2014    Rockol - La musica online è qui Rockol.com - All your music news in one place