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Si esagera se si dice che “MDNA” è il disco più importante della fase “recente” dell’ormai…


Si esagera se si dice che “MDNA” è il disco più importante della fase “recente” dell’ormai trentennale carriera di Madonna?
Si esagera, sì, ma solo un poco. Perché è vero che ogni disco della cantante è un “o la va o la spacca”, un continuo tentativo di spostare più in alto l’asticella del pop. Ma è ancora più vero che da quando uscì “Hard candy”, nel 2008, sono cambiate tante cose: ha un nuovo contratto discografico, il regno della musica è sempre più frammentato per essere dominato da una sola regina, e le pretendenti al trono sono sempre di più.
Come ha reagito Madonna? Producendo un disco bello, conservatore. Anzi, bellamente conservatore. Lo abbiamo ascoltato oggi per una volta nella sede italiana della sua nuova casa discografica - una delle notizie è che l’album, che esce il 26 marzo in tutto il mondo, non è ancora in rete.
“MDNA” è un album che alza il livello della competizione spostando più in basso l’asticella del suono. E’ un album di canzoni-canzoni, genere in cui Madonna è imbattibile, con qualunque suono scelga di vestire le sue melodie. Ma questa volta il minimo comun denominatore è un numero un po’ meno complesso, un sound più diretto: il vestito non ha - volutamente? - l’ “effetto-wow” tipico di un’artista che ha dominato stando sempre un passo avanti agli altri.
“MDNA” è un album diviso in due parti, anzi tre: la prima parte è danzereccia, unz-unz, fatta per scatenare le piste: grandi bassi, grandi tastierone, grandi groove: in canzoni come “Girl gone wild” e “I’m addicted” Madonna ha preso il suono contemporaneo delle discoteche e l’ha rimasticato, rielaborato e rimadonnizato, grazie all’aiuto di gente come l’italiano Benny Benassi, Martin Solveig e il ritrovato William Orbit. La seconda parte è sempre elettronica, ma all'insegna del pop più tradizionale: “I’m a sinner” ricorda “American life”, “Masterpiece” (già sentita nella colonna sonora di “W.E”) e soprattutto “Falling Free” sono un finale molto cinematografico. Quest’ultima canzone porta la firma anche del grande cantautore Joe Henry (che ha spesso lavorato con lei e che, come è noto, è suo cognato). La terza parte sono le 4 bonus tracks dell’edizione deluxe, dove si annidano alcune delle cose migliori della produzione: “I fucked up”, che parte con dei beat scuri alla Depeche Mode, e soprattutto la divertente “B-day song”, scritta assieme a M.I.A., che parte con un beat che sembra una versione 2.0 delle Ronettes di Phil Spector.
Il tutto è condito con testi che vanno dalla voglia di far festa, alla provocazione (“Gang bang” parla di una vendetta violenta), al consueto immaginario religioso (“I’m a sinner”) ad ammissioni delle proprie debolezze/errori (“I fucked up” e soprattutto “I don’t give a”, con frasi che chi vorrà potrà collegare alla fine del matrimonio con Guy Ritchie).
“MDNA” è un disco estramemente curato e riconoscibile, ma anche prevedibile: il suo miglior pregio è anche il suo difetto più evidente. E’ stato realizzato con la consueta schiera di collaboratori: questa volta ci sono l’italiano Benny Benassi (assieme a suo cugino Alle Benassi produce e co-firma 3 brani), Solveig, Orbit, Klas Ahlund, Free School e poi ancora Mika (co-autore di “Gang bang”), Nickj Minai, MIA. L’unica presenza di continuità è quella di Demacio “Demo” Castellon, in arte The Demolition Crew, co-produttore di due brani ma al missaggio di tutto il lavoro. Ma, al solito, una delle grandezze di Madonna sta nel sapere amalgamare presenze, suoni e suggestioni diverse in un’unica opera omogenea, e anche questa volta il trucco riesce, eccome.
In definitiva, “MDNA” è come il suo titolo: la quintessenza di Madonna, attualizzata al 2012. Né più, né meno: nessuna vera sorpresa, ma grandi melodie e un “wall of sound” elettronico e danzereccio. Un sound perfetto per trasformare gli stadi in enormi discoteche.

(Gianni Sibilla)

TRACKLIST:
“Girls one wild”
“Gang bang”
“I’m addicted”
“Some girls”
“I don’t give a”
“Turn up the radio”
“Give me all your luvin’”
“B-day song”
“Superstar”
“I’m a sinner”
“Masterpiece”
“Falling free”
Bonus tracks: “Love spent”
“I fucked up”
“Beautiful killer”
“Best friend”
“Gimme al your luvin’ (party rock remix)
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