Cerca TestiAcquista
E’ la string band più cool del pianeta, eppure non è che un piccolo jug music combo.
Cresce…


E’ la string band più cool del pianeta, eppure non è che un piccolo jug music combo.
Cresce l’aura di clamore e interesse intorno ai Carolina Chocolate Drops – un gruppo che esiste dal 2005, incide album dal 2006, è popolare dal 2010 ed è famoso dal 2011 grazie all’album GENUINE NEGRO JIG. Quella raccolta di cover di genere degli anni ’20 e ’30 – non una rivisitazione, attenzione, ma un ripescaggio e una riproposizione agli occhi e alle orecchie del pubblico poco ‘folksy’ – ha vinto, infatti, un Grammy Award come “Best traditional folk album”. E vincendo ha posto due questioni: si è trattato di un episodio isolato o dell’inizio di una vicenda artistica inattesa ma seria (che so, alla Neville Brothers)? Soprattutto: come mai all’improvviso critica e pubblico sono irretiti da banjo, kazoo, bones, jug? Non so rispondere, ovviamente. Ma osservo che il cosiddetto nuovo ‘American Acoustic Movement’ si fa sempre più consistente e forse, più che un fatto estetico o la proposta del ciclico ritorno alle radici, potrebbe trattarsi della più spontanea delle reazioni artistiche collettive alla scena musicale imperante. Stripped down. Unplugged e quasi non prodotto. Essenziale. Passionale.
In questo solco si colloca il nuovo LEAVING EDEN, terzo album dei CCD. I quali non cambiano direzione, ma salgono al livello successivo: restano radicati all’interno di una nicchia (quella jug music nera, non appannaggio dei redneck) ed alzano la posta semplicemente aggiungendo uno strato alla loro opera, dimostrando che la loro missione è approfondire quel filone, perfezionare la loro arte. Il cambiamento riguarda la formazione, dalla quale è uscito Justin Robinson - sostituito dal poli-strumentista Hubby Jenkins - e alla quale si sono uniti Adam Matta (beatbox) e Leyla McCalla (cello), che oggi affiancano i due membri originari rimasti, Dom Flemons e Rhiannon Giddens, le star del gruppo. Il primo trascina le sue sei corde in un viaggio temporale che parte dal 1830 circa e si affaccia fino alla metà del secolo scorso, spaziando dallo scat al rag-time, recuperando lo spirito dei minstrel show con il suo banjo, passando da traditional a traditional con disinvoltura, come in “Boodle-De-Bum-Bum” e “I truly understand that you love another man”. La seconda, una vocalist di livello superiore, attinge da una borsa dei trucchi altrettanto profonda e, per quanto spesso il suo canto sembri giungerci direttamente da una piantagione, non ha problemi a slittare dal blues al cabaret, si spinge spensierata fino ad atmosfere più jazzate come in “No man's mama”, che parla di divorzio, e salta in avanti di decenni per agghindare con un cantato contemporaneo un brano profondamente country come l’ottima “Country girl”, uno dei momenti migliori dell’album insieme alla title track, ballata cupa e dignitosa come la vicenda della morente città industriale che ci racconta.
Da non americani, probabilmente non abbiamo che una minima percezione di quanto colti, preparati e quasi accademici debbano essere dei giovani musicisti che si cimentano in un revival così disinteressato e anti-commerciale: se non è un pregio, gli somiglia molto. Ascoltando LEAVING EDEN, pare di stare davanti a un documentario da Oscar su History Channel, quando un deja vu tira l’altro e, per quanto quella non sia la tua tazza di te, è proprio meglio non staccarsi per scoprire cos’altro sta per arrivare. E qui, al posto del canale, abbiamo la None Such, che sa apprezzare flashback grezzi e spolpati come il call and response di “Read ‘em John” o il ritmo da saloon di “Po’ black sheep”. Come degli emigranti contromano, i Drops avanzano verso il retroterra, producono dischi come singoli concerti, crescono senza la speranza di airplay. E muovono il segnalibro tra le pagine più ingiallite dell’American Songbook, svelando sorprese.
(Giampiero Di Carlo)

TRACKLIST:

Riro's house
Kerr's negro jig
Ruby, are you mad at your man?
Boodle-De-Bum-Bum
Country girl
Run mountain
Leaving Eden
Read 'em John
Mahalla
West End blues
Po' black sheep
I truly understand that you love another man
No man's mama
Briggs' Corn Shucking Jig/Camptown Hornpipe Briggs' corn shucking jig/Camptown hornpipe
Pretty bird
, ,

 

Le ultime recensioni di Rockol

One Direction/FOUR
One Direction
FOUR
leggi tutto >

Le ultime nostre segnalazioni

Einsturzende Neubauten/LAMENT
Einsturzende Neubauten
LAMENT
leggi tutto >

Le ultime recensioni di DVD

Le ultime recensioni di libri

27 nov 2014    Rockol - La musica online è qui Rockol.com - All your music news in one place