TAGS: Frank Zappa, Rock, UNCLE MEAT

Secondo album doppio in tre anni di carriera discografica, era stato pensato e progettato come colonna sonora (in gran parte strumentale) di un film che non fu mai completato. Un disco “di transizione”, dunque, ma eccellente, che rivela la crescente abilità di Zappa come compositore e i continui progressi della band dal punto di vista dell’esecuzione. In “Uncle Meat” le doti di melodista di Zappa, in parte oscurate dall’abbondanza di testi nei dischi precedenti, vengono alla luce con grande evidenza (come spiegano le note di copertina, le poche frasi dette o cantate nel disco sono allusioni in codice comprensibili solo ai componenti del gruppo.
Con “Uncle Meat” Zappa comincia la sua crescita da compositore (e su molti dei brani di questo disco tornerà ripetutamente nel corso della futura carriera).
Complessivamente, “Uncle Meat” è un guazzabuglio: variazioni sul tema, brevi estratti da concerti, momenti sperimentali, citazioni doo-wop e dialoghi umoristici: la parola chiave sembra essere “casualità” - ma a dispetto dell’assenza di uno schema concettuale, la tumultuosa confusione di “Uncle Meat” è in realtà una componente del fascino del disco. Zappa esplora, a volte senza sapere dove andrà a finire; alcuni brani (“King Kong”) anticipano la fusion jazz/rock che verrà più avanti; e se qualcuno ha rimpianto l’attitudine satirica degli album precedenti, l’abbondanza di idee musicali fa di “Uncle Meat” un lavoro affascinante.

Riccardo Bertoncelli dice:
“Un doppio album di inaudita ricchezza, dove i giochi sonori e gli esperimenti ultrarock prevalgono sulle spensierate canzoncine e le beffe sul cadavere della musica pop”.

TRACKLIST:
“Uncle Meat: main title theme”
“The voice of cheese”
“Nine types of industrial pollution”
”Zolar czakl”
“Dog breath, in the year of the plague”
“The legend of the Golden Arches”
“Louie Louie (At the Royal Albert Hall in London)”
“The dog breath variations”
“Sleeping in a jar”
“Our bizarre relationship”
“The Uncle Meat variations”
“Electric aunt Jemima”
“Prelude to King Kong”
“God bless America [Live at the Whisky a Go Go]”
“A pound for a brown on the bus”
“Ian Underwood whips it out [Live on stage in Copenhagen]"
“Mr. Green Genes”
“We can shoot you”
“If we'd all been living in California...”
“The air”
“Project X”
“Cruisin' for burgers”
“King Kong itself [as played by the Mothers in a studio]”
“King Kong [its magnificence as interpreted by Dom DeWild]”
“King Kong [as Motorhead explains it]”
“King Kong [the Gardner varieties]”
“King Kong [as played by 3 deranged good humor trucks]”
“King Kong [live on a flat bed diesel in the middle of a race track at a Miami Pop Festival... the Underwood ramifications]”






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