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Londra, anni Sessanta. In un fumoso locale della City distinti gentiluomini e sofisticate signore attendono l’arrivo sul palco della star che si esibirà durante la serata, sorseggiando il loro drink. Eccola: chioma biondo cenere e di nero vestita. E’Duffy e sta per farci ascoltare il suo nuovo disco, “Endlessly”, a due anni di distanza da “Rockferry”, album che l’ha consacrata reginetta del soul contemporaneo, nonché aspirante epigona della “dannatissima” Amy Winehouse. C'era attesa per questo lavoro della giovane cantante anglosassone, che ha fatto il suo ingresso nel mondo della musica, come tanti altri suoi coetanei ai nostri giorni, vincendo X-Factor, nella versione gallese. Attesa iniziata con “Well, well, well”, in Italia già hit da spot televisivo. E quando un brano entra nell’universo della pubblicità la trasformazione in “tormentone” è ad un passo, ma in questo caso è diverso. Il motivetto del brano è talmente accattivante che non ti può non rimanere in testa, ma in modo piacevole. Un album che richiama davvero le atmosfere della “Swinging London”, un salto nel passato che ti avvolge in una allure inaspettata: la voce vellutata di Duffy e le sonorità vintage di tutti i pezzi hanno un non so che di inebriante.
“Endlessly” si apre con “My boy”, brano in cui vengono descritte le peculiarità (per lo più negative) del partner, spesso attento alle proprie esigenze piuttosto che a quelle della sua amata. Si prosegue con la ballad malinconica “Too hurt to dance”, un lento da ballare guancia a guancia, proprio come facevano i nostri genitori. Arriva poi la sferzata energica con la dance leggera di “Keeping my baby” e il brano da spot “Well, well, well”. Copiose le melodie sognanti, ricordano le canzoni che facevano fantasticare le mamme sull’amore nelle loro camerette, come “Don't forsake me”, “Endlessly”, title track del disco, e “Breath away”. Degno di nota il brano “Girl”, che spezza il ritmo da ballata con la sua freschezza. Chiude l’album “Hard for the heart”, in cui Duffy canta “I’m looking for safety”: quante volte non lo abbiamo pensato tutti di fronte ad un amore difficile? Decisamente ben arrangiato e suonato magistralmente questo “Endlessly”: sarà in parte merito dei Roots, che hanno curato le sezioni ritmiche, e si sente. Una ventata di note positive, in tutti i sensi. Il sipario si chiude, Duffy scompare dietro le quinte e il pubblico lascia la sala. Fuori nevica, la città ha un’atmosfera tutta particolare e nell’aria si sentono ancora la voce suadente di Duffy e le avvolgenti melodie che la accompagnano.
(Rossella Romano)
TRCKLIST:
"My boy"
"Too hurt to dance"
"Keeping my baby"
"Well, well, well"
"Don't forsake me"
"Endlessly"
"Breath away"
"Lovestruck"
"Girl"
"Hard for the heart"
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