TAGS:
Mark Kozelek è un genio o un pazzo, a seconda dei punti di vista. Comunque un personaggio unico nel panorama musicale, e questo nuovo lavoro sotto la sigla Sun Kil Moon ne è l’ennesima prova. Negli ultimi anni ha pubblicato indistintamente come solista che con questa “band”. E proprio i Sun Kil Moon gli hanno permesso di recuperare un po’ di quella visibilità che aveva ai tempi dei Red House Painters negli anni ’90, quando ogni cosa che usciva per la 4AD era salutata come un mezzo capolavoro, compresi - meritamente - i suoi album.
“Admiral fell promises” è il quarto disco dei Sun Kil Moon, ma è difatto un disco in solitudine. Nei dischi precedenti, Kozelek aveva recuperato quel suono elettrico e un po’ marziale che ricordava un Neil Young in versione eterea, tipico dei RHP. Oggi spiazza nuovamente il suo pubblico (“di culto”, si dovrebbe dire in questi casi) con un disco totalmente acustico, per voce e chitarra. Niente batteria o altri strumenti.
Spiazza ma solo in parte, perché una delle anime di questo personaggio è proprio quella notturna e minimale, che permette di mettere in risalto la sua voce, incisa con un po’ di eco per sembrare ancora più eterea. “Admiral fell promises” è sostanzialmente un disco cantautorale, ma di un cantautorato diverso da ogni cosa che si può trovare in giro, e questo è il suo bello: Kozelek gioca con le melodie, sia quelle vocali, sia quelle della chitarra, costruendo canzoni contemporaneamente lineari e un po’ sghembe, ma comunque uniche.
Per chi non conosce il personaggio, questo “Admiral fell promises” sarà comunque una sorpresa. Soprattutto se lo comprate sul sito dellaCaldoVerde, l’etichetta di Kozelek: vi arriva in versione limitata, con un secondo CD dove ci sono un po’ di cover, tra cui una dei Jacksons. Si, proprio i Jacksons: perché Kozelek non è il classico indie-snob, ma è uno che si diverte a fare cover di artisti lontani da lui. Per chi non conosce il personaggio, il consiglio è comunque di andare a riscorprirsi anche le cose elettriche incise nei dischi precedenti, che sono ancora più affascinanti. Per gli altri, l’ennesima conferma di un personaggio davvero unico.
(Gianni Sibilla)
TRACKLIST:
“Alesund”
“Half Moon Bay”
“Sam Wong Hotel”
“Third and Seneca”
“You are my sun”
“Admiral fell promises”
“The leaning tree”
“Australian winter”
“Church of the pines”
“Bay of skulls”
-
-
Emeli Sandé
OUR VERSION OF EVENTS -
Air
LE VOYAGE DANS LA LUNE -
Van Halen
A DIFFERENT KIND OF TRUTH -
Mark Lanegan
BLUES FUNERAL -
Ringo Starr
RINGO 2012 -
Il Teatro degli Orrori
IL MONDO NUOVO -
Lacuna Coil
DARK ADRENALINE -
Lana Del Rey
BORN TO DIE -
Leonard Cohen
OLD IDEAS -
Anthony Hamilton
BACK TO LOVE
-
Emeli Sandé
-
-
Die Antwoord
TEN$ION -
Fray
SCARS & STORIES -
La Fame di Camilla
L'ATTESA -
Lemonheads
HOTEL SESSIONS -
Motorpsycho
THE DEATH DEFYING UNICORN -
One Direction
UP ALL NIGHT -
Professor Green
AT YOUR INCONVENIENCE -
Rebecca Ferguson
HEAVEN -
Trent Reznor
THE GIRL WITH THE DRAGON TATTOO -
Rapstar
NON E' GRATIS
-
Die Antwoord









