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Breve ma intenso questo nuovo disco del redivivo Gil Scott-Heron . I’m new here”, è un album che porta il peso dell’età, delle battaglie combattute da colui che è noto nei libri di storia della musica come il “Godfather del rap”, il “Padrino del rap”.
“I’m new here”, ambisce ad un riscatto esistenziale per l’artista che dopo una quindicina d’anni non pretende nulla, ma cerca di riportare alla memoria di tutti, il suo fondamentale contributo alla musica contemporanea. Il suo “spoken word”, la sua poetica, il suo attivismo negli anni più gloriosi della sua carriera, hanno lasciato segni indelebili… Un po’ come la sua inconfondibile voce. Anni passati a flirtare con le droghe e le prigioni federali, lo hanno debilitato nel corpo e nello spirito, ma Gil Scott-Heron non sembra voler mollare, anche se in verità, non appare neppure disposto a stupire.
”I’m new here” è il titolo, come se si sentisse spaesato e fuori luogo in uno scenario musicale dalla memoria corta, tuttavia con l’atteggiamento ironico di un uomo al quale, a questo punto della sua vita, in fondo non gliene importa poi molto di sentirsi nuovamente parte del giro. Non sbatte i pugni, non cerca di essere memorabile.
Poco più di 28 minuti è la durata di questo disco: un condensato di confessioni, dolore, rassegnazione eppure con un barlume di speranza. Un po’ come nei suoi gloriosi anni ’70, la struttura di “I’m new here” non è quella di un album convenzionale, piuttosto un’alternanza di interludi, brevi commenti e frasi rubate che punteggiano riflessioni più approfondite su tappeti sonori talvolta acustici (“I’m new here”), tinti di gospel (“New York is killing me”), intrisi di cover (la stessa “I’m new here” degli Smog, “Me and the Devil” di Robert Johnson) e persino con echi di Kanye West nell’intro e nel finale. Lungi dall’intenzione di ripetere i fasti di “The bottle” e “The revolution will not be televised”, Gil Scott-Heron ci consegna una testimonianza del suo attuale stato d’animo, con l’onestà di chi, giunto al tramonto della propria vita, non ha più nulla da dimostrare. 40 anni fa predicava la rivoluzione. 40 anni dopo cerca solo di sopravvivere.

(Alessandra Zacchino)

TRACKLIST
“On coming from a broken home”
“Me and the Devil”
“I’m new here”
“Your soul and mine”
“Parents” (Interlude)
“I’ll take care of you”
“Being blessed” (Interlude)
“Where did the night go”
“I was guided” (Interlude)
“New York is killing me”
“Certain things” (Interlude)
“Running”
“The crutch”
“I’ve been me” (Interlude)
“On coming from a broken home” (pt.2)



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