TAGS: Clem Snide, THE MEAT OF LIFE

Capita di trovarsi all'alba con una ruota della bici bucata, sotto la pioggia di Milano ed esattamente a metà strada tra la partenza e la destinazione.
Capita che tutti questi eventi messi insieme rendano inutile qualsiasi espressione di rabbia mentre si riprende la strada a piedi, evitando le pozzanghere atlantiche che solo la città della madonnina possiede e cercando di ascoltare un po' di musica per distrarsi.
E' stato proprio quando la giornata sembrava da dimenticare che nelle cuffie è partita la voce nasale e nervosa di Eef Barzelay nell'attacco di “Walmart parking lot”, una ballata dai vaghi sapori R.E.M.miani che si apre lenta per poi accelerare il ritmo restituendoci così una band che avevamo temuto di aver perso. “Meat of life” segue infatti di un anno “Hungry bird”, l'album che ha segnato il ritorno dei Clem Snide dopo un periodo di pausa: un disco registrato a fatica che mostrava i segni del tempo di una band che sembrava non trovare più l'armonia di un tempo. Fortunatamente, dopo un lungo tour, Eef e compagni sono tornati a riscoprire la gioia di suonare insieme e, da quest'entusiasmo, sono nate le canzoni di “The meat of life”.
L'ossatura dei brani viene sempre dalla pena acuta di Barzelay, uno dei più quotati ed ispirati songwriter americani, per poi essere rivestita dai muscoli e nervi della sua band: il risultato è una combinazione vorticosa di folk, country e rock che regala soluzioni sempre diverse, come in “Denise”, ballata che parte acustica per poi prendere velocità ed aprirsi in un finale festoso con l'ausilio di organi e fiati.
Il brano che dà il titolo al disco cambia ancora le carte in gioco con le sue chitarre filtrate e il suo andamento sincopato, seguito dal ritorno alle origini folk-rock della dolce “I got high” (scritta mentre Eef era in tour con Ben Fold), la malinconica “Denver” e dall'arrembante “BBF”.
Questo “The meat of life” (il titolo gioca con l'assonanza tra le parola meaning, significato, e meat, carne) ci restituisce finalmente una band con la voglia di tornare a suonare insieme a sperimentare con le proprie influenze e a scrivere belle canzoni.
Canzoni capaci anche di migliorare una giornata iniziata veramente male.

(Giuseppe Fabris)

TRACKLIST:
"Walmart parking lot"
"Denise"
"The meat of life"
"I got high"
"Denver"
"Forgive me, love"
"Stoney"
"BFF"
"Please"
"Song for mary"
"With nothing to show for it"
"Anita"



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