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Mentre gli Strokes continuano a far finta di niente, i loro musicisti si divertono. E forse la sorpresa migliore ce la regala il cantante Julian Casablancas, con questo “Phrazes for the young”. Il chitarrista Albert Hammond JR. ha ormai una credibilità consolidata, fatta di due dischi di cui si è detto un gran bene. Julian, no: di lui si dice che negli Strokes suoni poco e niente, e invece il suo primo album solista se lo è suonato quasi tutto da solo, come se niente fosse. Ed è un disco divertente, tutt’altro che banale. Non è il solito “disco solista del cantante di turno”, anche se le prime note di “Out of the blue”, con quel riffettino, potrebbero far pensare ad una fotocopia sbiadita degli Strokes. No, perché Casablancas si lascia andare si diverte a contaminare l’indie-art-rock (o come volete chiamarlo) con suoni diversi, con sintetizzatori ed elettronica, con melodie pop e con un piglio scanzonato che gli Strokes non hanno mai avuto, visto che sembrano sempre molto presi nella parte di quelli che “Eccoci-siamo-la-nuova-band-più-cool-di-tutte-le-altre”.
Così, dopo la prima traccia, Casablancas si allontana progressivamente dal suono che conosciamo: "Left & right in the dark” è un pop-rock divertente, mentre già “11th dimension” si apre con sintetizzatori che sembrano rubati all’electro-pop anni ’80, New Order su tutti. Casablancas poi si diverte a giocare con la ballata soul (“4 chords of the apocalypse”), con il folk, ancora con l’electro pop… Tutto con una leggerezza che rende il disco assai piacevole, ma non scialbo. Insomma, davvero un bel disco, questo “Phrazes for the young”, in attesa del ritorno degli Strokes: se Casablancas saprà lasciarsi andare in questo modo anche con la band, ne vedremo delle belle.
(Gianni Sibilla)
TRACKLIST:
"Out of the Blue"
"Left & right in the dark”
"11th Dimension”
"4 Chords of the apocalypse"
"Ludlow St."
"River of brakelights”
"Glass
"Tourist"
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