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Recidivo
Il nuovo album di Mario Venuti – il quinto di una carriera solista che è iniziata nel 1990, all’indomani dello scioglimento dei Denovo, cult-band catanese in cui militava insieme a Toni Carbone e ai fratelli Luca e Gabriele Madonia – è un deciso passo avanti, in termini qualitativi, nel suo percorso artistico e, verrebbe da dire, anche personale. E’ un lavoro che nasce durante un passaggio di vita molto delicato, sicuramente sofferto prima e poi metabolizzato e superato in parte proprio grazie alle canzoni che lo compongono. Un album particolare, nato come un concept che avrebbe voluto le canzoni accompagnate dall’utilizzo di un’orchestra e che invece si è trasformato, giorno dopo giorno, in un lavoro molto più eterogeneo, confermando in molti episodi anche la formula pop-rock più elettrica di cui Venuti è sempre stato un convinto sostenitore. “Recidivo” mette insieme il meglio di questi due mondi musicali, che raccontano bene la grazia, l’energia, la leggerezza e l’ironica malinconia del loro autore.
Scritto in buona parte insieme a Pippo “Kaballà” Rinaldi, ormai suo fido collaboratore, confidente e “maieutico” di provata esperienza, è un album che esplora un percorso in cui trovano posto temi importanti come l’amore, la vita, la morte, la rinascita. La scrittura è sempre, garbatamente, non del tutto autobiografica, fatti salvi quegli episodi in cui è proprio la sua vicenda personale a divenire canzone, come nel caso della toccante “La virtù dei limoni”, dedicata alla memoria del padre. Per il resto il giusto connubio tra realtà e immaginazione si sostanzia in brani come “Recidivo”, un “quadretto familiare di ordinaria bisessualità”, come lo ha definito il suo autore, o “La vita come viene”, brano in cui Venuti ritrova, nelle vesti di una prostituta di quartiere, Carmen Consoli, insieme a Franco Battiato (co-protagonista della splendida ballad “Spleen #132”) e a Cesare Cremonini(con lui nel brano “Cuore giovane”) ospite di questo disco. E sono forse proprio i brani con gli ospiti a definire meglio di ogni altro lo spirito lieve e malinconico di “Recidivo”; da un lato il desiderio di rinascita che fa seguito a un passaggio di vita faticoso (la fine di una relazione, i cambiamenti che porta il trascorrere degli anni), quella voglia di illudersi e continuare a nutrire speranze che sfocia nel “cuore giovane” cantato nell’episodio beatlesiano che lo vede affiancato dall’ex-cantante dei Lunapop.
Ancora almeno tre canzoni vanno citate, e sono “Galatea”, la storia dell’amore tra il ciclope Polifemo e la ninfa Galatea, che però gli preferisce il giovane Aci, cantata dal punto di vista del “mostro”, la conclusiva “Il milione” ispirata ai viaggi verso oriente e alla comprensione silenziosa del senso della vita e infine l’agrodolce e consolatoria “Una pallottola e un fiore”, una delle più belle melodie pop che si siano sentite negli ultimi anni, non a caso primo singolo di un album che ha saputo fare dell’eccellenza in fase di scrittura e di registrazione uno dei indiscutibili suoi punti di forza. Per il resto è la naturale leggerezza di Venuti a trasformare queste canzoni in piccoli gioielli di musica pop. Un disco grande, da grandi.
(Luca Bernini)
TRACKLIST
“Impulsi primari”
“Recidivo”
“Una pallottola e un fiore”
“Lasciami andare”
“Spleen #132”
“Vernice fresca”
“La vita come viene”
“La virtù dei limoni”
“Il paradiso non è per te”
“Galatea”
“Un cuore giovane”
“Il milione”
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