TAGS: hip hop, Mos Def, THE ECSTATIC

Mi scuso con i lettori, è vero, vi avrei dovuto mandare in vacanza con una delle mie ironiche recensioni. Avreste dovuto avere tra le cose da leggere sotto l’ombrellone almeno quindici righe che parlassero di un bel disco hip hop ma, ahimè, così non è andata. Purtroppo per mia e per vostra sfortuna, grosse uscite non ce ne sono state e quello che avevo per le mani è stato un disco un po’ particolare Mos Def : , all’anagrafe Dante Teller Smith, nato a New York nel 73. Artista talentuoso, nasce come giovane attore, poi negli anni novanta inizia a fare rap. Frequenta la scena di Brooklyn e nel 1998 esce con il suo primo disco, in compagnia di Talib Kweli e il produttore Hi-Tek firmato dalla Rawkus, etichetta emergente che firmerà molti successi. Si caratterizza come rapper impegnato, i primi dischi sono grossi successi, creano qualcosa, fortificano un movimento e un modo di fare rap socialmente impegnato, fino a quando verso la fine degli anni novanta prende il sopravvento un rap più industriale e i dischi di Mos Def sembrano meno interessanti. Dal 1999 al 2007 firma quattro dischi, di profilo minore rispetto all’inizio in cui aveva un pubblico decisamente più attento. Ed è qui che si riavvicina al cinema, recitando in diverse pellicole indipendenti e non, risultando anche un bravo attore.
Veniamo ad oggi, Mos Def ci presenta The Ecstatic, un album che suona un po’ crossover, strano, senza nessuna intenzione a creare singoli di successo. Sono presenti canzoni con strofe lunghe, ritornelli spesso assenti, il suono è scuro e guarda al passato, ad un periodo che ormai non c’è più. L’ascolto risulta impegnativo, non compaiono nomi attuali e il disco cerca di avere una sonorità contaminata dalla musica rock, nell’approccio, nell’intenzione ma lo fa più per se stesso che per il pubblico. Il suo rap non è particolarmente tecnico, è ripetitivo, ricorda nella costruzione i dischi di metà anni novanta; qualche traccia ha il suo perché come "Super magic", "Quiet dog bite hard", "Life in marvelous times", "No hay nada mas, Roses". Un disco che non mi ha fatto impazzire, credo che la carriera da attore gli possa regalare più soddisfazioni e noi siamo contenti per lui.

(Francesco Nesli Tarducci - www.myspace.com/neslipark)



TRACKLIST:
“Supermagic”
“Twilite speedball”
“Auditorium”
“Wahid”
“Priority”
“Quiet dig bite hard”
“Life in marvellous times”
“The embassy”
“No hay nada mas”
“Pistola”
“Pretty dancer”
“Workers comp.”
“Revelations”
“Roses”
“History”
“Casa Bey”





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