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Il dubbio è definitivamente una certezza: Nina Persson non è quella che sembra. Lo si disse già ai tempi degli ultimi dischi dei Cardigans, ora torna con gli A Camp a confermarlo.
Nell'immaginario è la svedesina bionda che canta canzoni tra il pop ("Lovefool") e l'elettronica("Erase/rewind"), tutt'al più è quella che fa video carini, come quello dove andava a schiantarsi con la macchina. Magari sono solo i nordici ad avere capito che i Cardigans erano qualcosa di più di uno specchietto per le allodole del pop radiofonico: leggete il recente libro "Che ne è stato di te Buzz Aldrin?" (scritto dal norvegese Johan Harstad e pubblicato da Iperborea), che sui dischi dei Cardigans costruisce buona parte della sua struttura narrativa.
Mentre la sua band è in pausa a tempo indeterminato, la Persson rispolvera gli A Camp, il suo progetto laterale originariamente ideato con Mark Linkous degli Sparklehorse. "Colonia" arriva da quel disco del 2001, ma anche e soprattutto da "Long gone before daylight", penultimo disco dei Cardigans, il loro vero capolavoro, una gemma dimenticata di classic rock.
Forse è più facile fare musica meno commerciale sotto mentite spoglie, ok. Ma "Colonia" è un bel disco, che spazia dal rock, al pop orchestrale, a canzoni che sarebbero state grandi singoli dei Cardigans, come "Stronger than jesus".
La Persson si prende anche la libertà di collaborare con nomi "cool" come Joan Wasserman (alias Joan As Policewoman), altri meno conosciuti come il cantautore svedese Nicolai Dunger (autore di alcuni pregevoli dischi alla Van Morrison, un paio pubblicati anche in Italia a suo tempo). Insomma, un bel lavoro, un gruppo che è molto di più di un side-project, perfetto per aspettare che i Cardigans decidano cosa fare da grandi.

(Gianni Sibilla)

TRACKLIST:
“The crowning”
“Stronger than Jesus”
“Bear on the beach”
“Love has left the room”
“Golden teeth and silver medals”
“Here are many wild animals”
“Chinatown”
“My America”
“Eau de colonia”
“I signed the line”
“It's not easy to be human”
“The weed had got there first”





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