TAGS: Morrissey, Rock, YEARS OF REFUSAL

Morrissey torna al rock, dicono le cronache. Del terzo disco dell'ex cantante degli Smiths dopo il suo ritorno sulle scene con "You are the quarry" si è detto molto, forse troppo.
Il disco è pronto dallo scorso anno, ma poi è stato rimandato per pubblicare un greatest hits. Sulla sua lavorazione circolano diverse voci: si dice che che Tony Visconti (storico produttore di David Bowie e del precedente "Ringleader of the tormentors") sia stato licenziato, anche causa di una dichiarazione poco felice della sua protetta Karen Young durante un concerto di apertura di Morrisey. Voci smentite, sta di fatto che Morrissey è tornato a lavorare con Jerry Finn, produttore di "You are the quarry", che poi è morto a soli 39 anni un mese dopo il completamento del disco.
Sia quel che sia, "Years of refusal" è un disco che conferma il buon stato musicale di Morrissey. E' vero, Moz è tornato a fare rock, con canzoni schitarrate come "Something is squeezing my skull" "All you need is me" (peraltro già inclusa nel greatest hits dello scorso autunno, come "That's how people grow up"). A dire il vero, quando Morrisey sceglie questi suoni, quelli sono i momenti in cui si sente di più la mancanza dell'ex sodale negli Smiths Johnny Marr. Poi ci sono gemme di pop orchestrale come il singolo "I'm throwing my arms around Paris".
Personalmente, preferisco questi ultimi momenti, che i suoni troppo carichi e saturi di buona parte del disco. Ma Morrissey è Morrisey, e stiamo parlando comunque di un disco di ottimo livello.

(Gianni Sibilla)

TRACKLIST:

"Something is squeezing my skull"
"Mama lay softly on the riverbed"
"Black cloud"
"I'm throwing my arms around Paris"
"All you need is me"
"When last I spoke to Carol"
"That's how people grow up"
"One day goodbye will be farewell"
"It's not your birthday anymore"
"You were good in your time"
"Sorry doesn't help"
"I'm OK by myself"





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