TAGS: Ivano Fossati, MUSICA MODERNA, Pop

Su Ivano Fossati circolano molti stereotipi: si dice che è schivo, che la sua musica va ascoltata con impegno perché è “impegnata”, come direbbero i difensori a tutti costi della “canzone d'autore”. Dietro questi stereotipi si nasconde una pigrizia del linguaggio dei giornalisti – tutti, nessuno escluso – unita ad una strana idea secondo cui la “musica d'autore” sia intrinsicamente superiore alle altre, e che per guadagnarsi questa superiorità debba essere un po' pallosa.
Ma queste sono fandonie: se vi capitasse di scambiare due parole con Fossati, vi accorgereste che è una persona solare e simpatica, tutto l'opposto di quella imitazione che se ne faceva qualche anno fa in TV; la cosa bella dei suoi ultimi dischi – compreso questo “Musica moderna” - è che è riuscito a portare più in primo piano questa “leggerezza”, senza perdere sostanza. Insomma, sono palle che i dischi di Fossati richiedano tempo: “Musica moderna” - primo album del nuovo contratto con la EMI – è un disco immediato, con grandi canzoni, dai suoni puliti e inciso con grande cura (il titolo è volutamente ironico). Come già in “L'arcangelo”, le scelte di arrangiamento sono più incentrate sulla chitarra e meno “cameristiche” degli album degli anni '90. Fossati non rinuncia a graffiare nei testi, come in “Il paese dei testimoni”, dedicata al clima di sospetto del nostro paese, o come ne “La guerra dell'acqua”. Ma ci sono anche brani come “Miss America”, o ballate come “Parole che si dicono”.
Insomma: a voi scegliere il livello di lettura e “impegno” nei confronti di questa musica. Sta di fatto che “Musica moderna” è un gran bel disco, al di là di qualunque stereotipo.

(Gianni Sibilla)

TRACKLIST:
“Il rimedio”
“Miss America”
“Cantare a memoria”
“Il paese dei testimoni”
“D'amore non parliamo più ”
“Last minute”
“Musica moderna”
“La guerra dell'acqua”
“Parole che si dicono”
“Illusione”
“L'amore trasparente”





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