Si nasce incendiari per finire pompieri? Ascoltando “Everything that happens will happen today” è legittimo pensarlo. I suoi autori sono Brian Eno e David Byrne: non solo due dei nomi più influenti della musica degli ultimi 30 anni, ma anche la coppia che nel 1981, pubblicò “My life in the bush of ghosts”. Un disco davvero rivoluzionario per l’epoca, con un uso di campionamenti e suggestioni musicali extra-occidentali destinato a fare scuola, oltre che a porre una serie di problemi ancora oggi attualissimi (la legalità dell’uso e della rielaborazione digitale di suoni e musiche prodotte da altri e le relative questioni di paternità – chi è l’autore che ne detiene i diritti, chi produce o chi rimastica?).
Oggi i due producono invece un disco reazionario, se ci passate il termine, usato senza connotati politici. Ma “Everything that happens…” è un disco “normale”, di canzoni. Un “Gospel elettronico”, lo definisce Brian Eno nelle note di copertina. E’ andata così: una sera a cena Eno dice di avere da parte delle musiche; Byrne si offre di completarle con testi e voci. Il risultato è un disco centrato sulla parte vocale, ma con musiche con il doppiofondo, stratificate. Talvolta molto dirette come l’uno-due iniziale “Home” – “My big nurse” o come "Life is long", altre volte più rarefatte come “I feel my stuff” con quell’uso delle percussioni elettroniche tipicamente “alla Eno”, simile ai suoni usati in alcuni momenti dell’ultimo disco solista “Another day on earth” o nella collaborazione con Paul Simon in “Surprise” .
Più che una vera e propria collaborazione, “Everything that happens” è un disco a strati, una sommatoria in cui c’è poca intersezione e molta riconoscibilità dei singoli contributi. Come peraltro capitava proprio nel disco di Simon, anche se in quel caso forse la cosa non era voluta.
Una volta i due guardavano avanti, oggi di fatto si guardano attorno. Detto questo: "Everything that happens..." è un gran disco, che vede Byrne decisamente più a fuoco che nelle ultime prove soliste, aiutato sicuramente dalle ottime musiche di Eno. Insomma, grandi canzoni con belle melodie e sonorità.
Forse, per apprezzare appieno questo album, bisogna far finta che “My life in the bush of ghosts” non esista. Per chi non l’ha mai sentito o per chi non se lo ricorda, “Everything that happens” è lavoro di primissima qualità. Lo anche per gli altri, che però si aspetteranno tutt'altro.
Per la cronaca, il disco è venduto esclusivamente sul sito www.everythingthathappens.com in tre versioni: una digitale a 9 dollari, una digitale e CD a 11.99 più spese di spedizioni e una deluxe 70 dollari, con un package particolarmente elaborato e 4 canzoni extra. Versioni ad altra qualità, in FLAC sono disponibili su richiesta, mentre i CD, informa il sito arriveranno entro la fine di novembre.
(Gianni Sibilla)
TRACKLIST:
"Home"
"My big nurse"
"I feel my stuff"
"Everything that happens
"Life is long"
"The river"
"Strange overtones"
"Wanted for life"
"One fine day"
"Poor boy"
"The lighthouse"
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