TAGS: Gnarls Barkley, hip hop, THE ODD COUPLE

Certo, la prima cosa che verrebbe da dire è: tutto bello, d'accordo, ma manca la "Crazy" di turno. Perché i Gnarls Barkley, giunti con "The odd couple" alla seconda prova sulla lunga distanza dopo la deflagrazione di "St. Elsewhere", di fatto non hanno cambiato il registro della loro produzione.
Rimane il soul, in bilico tra passato e futuro, magistralmente filtrato dalla voce di Cee-Lo, così come restano le minuziose trame sonore tessute da Danger Mouse, sofisticate quanto basta ma sufficentemente giocose per soddisfare anche gli ascoltatori meno smaliziati. Tutto bello, appunto.
Ma prendere come misura il fortunato singolone d'esordio nel rapportarsi alla nuova fatica in studio dei due sarebbe per lo meno ingiusto, nei confronti dei Gnarls Barkley. Perché, nonostante tutto, i due ragazzi d'oro del nu-soul o come diavolo lo si voglia chiamare un'evoluzione - onesta, sembrerebbe - l'hanno tentata: rifuggendo la tentazione di schiaffare il riff catchy d'ordinanza sul beat e sul disegno vocale "giusto" (quelli che, per intenderci, fanno oscillare la testa ai direttori dei palinsesti delle grandi radio commerciali), Cee-Lo e Mouse hanno proseguito nella ricerca di equilibrio e armonia dei propri affreschi sonori, manipolando le strutture e distorcendo atmosfere dei brani, cercando quasi di sorprendere con discrezione l'ascoltatore. Va da sè che la cifra estetica - rispetto a "St. Elsewhere" - si sia spostata più verso l'astratto: ma ad uno sforzo dell'artista, il più delle volte, viene richiesto uno sforzo uguale e contrario da parte dell'ascoltatore.
Il che non significa, però, che "The odd couple" debba essere ascoltato con le orecchie "giuste" per essere apprezzato: gli spunti buoni non mancano, ma il vero limite che mostra la nuova fatica dei Gnarls Barkley non sta, forse, nella mancanza del singolo da club/dancefloor/balera, ma nella formula, che traccia dopo traccia pare iniziare a logorarsi.
Mouse e Cee-Lo sono abbastanza visionari da poter candidarsi a sfornare un album degno di essere ricordato negli anni a venire, a patto di abbandonare il citazionismo e la referenzialità che fino ad oggi, per molti, hanno rappresentato il loro punto di forza: quella sarà la verà prova del nove. Altro che l'assenza del singolo...

(Davide Poliani)

TRACKLIST:
“Charity case”
“2. Who's gonna save my soul”
“Going on”
“Run”
“Would be killer”
“Open book”
“Whatever”
“Surprise”
“No time soon”
“She knows”
“Blind mary”
“Neighbors”
“A little better”





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