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“E così, si riparte da zero”. Comincia con questa frase il brano d’apertura del nuovo disco dei Lombroso. Ed è una frase che la dice lunga su tutto il resto dell’album, improntato su un beat anni Sessanta molto marcato, con cori all’Equipe 84 e alla Pooh, e influenzato da chitarre tipicamente anni Settanta. “Credi di conoscermi”, questo il titolo, è un concept di tredici canzoni cattive, picchiate, urlate in faccia a chi le ascolta.
Non si sa da dove il minuto Dario Ciffo (voce e chitarre) tiri fuori tutta questa grinta e tutta questa voce, ma sta di fatto che le prime cinque canzoni “Si riparte da zero”, “Se qui”, “Credi di conoscermi”, “Giù”, e “Cosa stai dicendo”, sono un treno merci lanciato a 200 Km/h pronto ad investire e travolgere chiunque. Sono testi in cui Ciffo, sostenuto da Agostino Nascimbeni alla batteria, sputa fuori tutto quello che pensa e con l’indice puntato in faccia a chissà chi, canta: “Sono qui con te ma non mi sento bene”, “Tu credi veramente di conoscermi? Io non lo penso affatto”, “Se qui ma non ci sei, sei qui e pensi ad altro”, e ancora “Cosa stai dicendo? Tu mi stai offendendo. Sarei solo un fannullone? Non ho letto molto ma so tutto degli Stones e anche di Battisti sai. E tu pensi solo che voglio restarmene a letto fino alle tre”.
Poi. Al treno merci viene improvvisamente tirato il freno di emergenza e i passeggeri che finora hanno viaggiato comodi subiscono una brusca frenata. I due brani successivi a “Cosa stai dicendo”, “Alle elementari” e “Ciuska” sono più soft, più sussurrati e suonati con leggera calma. Una discesa troppo azzardata ad un punto dell’album in cui ci si aspetta solo di andare verso l’alto con il susseguirsi dei brani.
A riportare ad un livello alto “Credi di conoscermi” è la canzone “Cinque minuti”, brano scritto inizialmente dai Lombroso, completato insieme a loro da Morgan e da quest’ultimo interpretato e utilizzato come primo nuovo singolo del disco “DaAadA”. Il pezzo nella versione dei Lombroso è decisamente migliore rispetto a quella del cantante dei Bluvertigo: si ritorna di nuovo all’urlo di Ciffo e alla batteria onnipresente di Nascimbeni, ed il treno merci comincia a riscaldare i motori per ripartire piano in un’ultima corsa.
A chiudere l’album “Sempre un po’ più in là” che rimanda al primo Lucio Battisti, poi ancora “Hey man”, e “Tu”, dove si ritorna sui primi passi con testi come “Tu, quello che canti non piace più, tu quello che dici non è più importante, sei ancora tu e non ti giudichi mai”.
La chicca finale è la cover di “Il paradiso”, brano scritto nel 1969 da Lucio Battisti ma portato al successo da Patty Pravo e interpretato e rivisitato dai Lombroso in maniera eccellente: dal “la la la la” iniziale al “la la la la” finale la versione del duo milanese è piena di grinta da far venire voglia di cantarla e urlarla a squarciagola.
“Credi di conoscermi” è un disco registrato per la maggior parte in casa di Ciffo, e si sente. Si sente che i Lombroso non hanno dovuto seguire le tempistiche da studio, che si sono rilassati e che hanno dato forse meno importanza alla pulizia dei suoni e alla precisione, guadagnandone in energia, spontaneità e grinta.

(Daniela Calvi)

TRACKLIST

“Si riparte da zero”
“Sei qui”
“Credi di conoscermi”
“Giù”
“Cosa stai dicendo”
“Alle elementari”
“Ciuska”
“Steinway 1912”
“Tra 5 minuti”
“Sempre un po' più in là”
“Hey man”
“Tu”
“Il paradiso”





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