musicstore | contatti | newsletter | site map | acquista biglietti | sondaggi | credits | pubblicità
20 Marzo 2010
  RICERCHE FREQUENTI:
Depeche Mode | Lady Gaga 2010 | nuovo singolo Madonna | Coldplay nuovo album | Alessandra Amoroso 2010
Rockol: Il compleanno musicale del giorno - Today's Music Birthday BUON COMPLEANNO
Carl Palmer
LINK DEL GIORNO
Weekend classic superlink…
ACCADDE OGGI
John Lennon sposa in seconde…
CONCERTO DEL GIORNO
Massimo Bubola
rockoff rockol universe rss widgets rockol mobile MySpace Diventa fan di Rockol su Facebook! Twitter FriendFeed Habbo Peoplesound home notizie musicali musica: artisti, band, cantanti concerti & biglietti dischi, recensioni e uscite discografiche classifiche: music charts video musica photo gallery musica musica: commenta! music download musicreporters
Pubblica la tua recensione!
01. Chieftains
SAN PATRICIO
02. Gil Scott-Heron
I'M NEW HERE
03. Crookers
TONS OF FRIENDS
04. Lightspeed Champion
LIFE IS SWEET!NICE TO MEET YOU
05. Joanna Newsom
HAVE ONE ON ME
06. Smoking Hearts
PRIDE OF NOWHERE
07. Jimi Hendrix
VALLEYS OF NEPTUNE
08. Irene Fornaciari
IRENE FORNACIARI
09. Ben Harper
LIVE FROM THE MONTREAL INTERNATIONAL JAZZ FESTIVAL
10. Clem Snide
THE MEAT OF LIFE

Recensioni dischi, recensioni musica e concerti


Acquista questo CD!
Bruce Springsteen
MAGIC
Columbia (CD)



 Bruce Springsteen
Tag: Bruce Springsteen, Magic, Rock

Dopo “The rising”, ultimo album inciso con la E Street Band (2002), a Bruce Springsteen sono occorse due divagazioni prima di potere richiamare in studio la sua formazione: una confessionale, “Devils and dust”; ed una catartico/storiografica, “The Seeger sessions”. A posteriori si potrebbe osservare che mentre l’album solista serviva per guardarsi dentro e raccontare senza vergogna che quello stato di disagio (l’Undici Settembre) permaneva e certi fumi acri, lugubri e tristi stentavano a diradarsi, il disco folk era parte di un percorso di purificazione, di un ritorno alle origini - sia quelle sociali e ancestrali alla base del ‘melting pot’ a stelle e strisce, sia quelle della sua tradizione sonora: tutto da recuperare per capire, per poi ripartire.
Alla fine, come è tipico di un percorso ormai consolidato in una carriera ultra-trentennale, il Boss ritrova gli stimoli giusti per suonare al top un rock and roll senza inganni. E con “Magic”, in uscita il 28 settembre 2007 e registrato ai Southern Tracks Studios di Atlanta in otto settimane nuovamente sotto la guida di Brendan O’Brien (“The rising”, “Devils and dust”), il Boss torna a casa e, finalmente, può rivestire alcuni dei panni che più gli si addicono: quelli per lui confortevoli del “bandleader”, del direttore d’orchestra (la sua Orchestra).
La febbre è salita di colpo con l’uscita del primo singolo che anticipa l’album, “Radio nowhere”: l’esplosione di chitarre, il ‘ritorno’ di Clarence e del suo assolo, gli accenti ‘late seventies New York’ che non ci aspettavamo; ma anche il rock che brucia sulla strada come mille altre volte con il Boss, un protagonista pronto all’azione anche se là fuori nessuno risponde ("is anybody alive out there?... I just want to hear some rhythm, I just want to feel some rhythm…”). Potente, probabilmente potentissima dal vivo, così eccitante e inattesa da rischiare di essere ingannevole: non è questo, infatti, il brano-guida del disco.
La canzone-simbolo di “Magic” è, semmai, “Long walk home”, un autentico manifesto, un distillato di poesia. Istantanee scolorite di un tempo migliore, brandelli di insegnamenti paterni, alcuni scorci quasi subliminali raccontano in un attimo la fine di una storia e l’inizio di una speranza. In poche strofe la narrazione per immagini springsteeniana scrive un romanzo in una sola canzone. Cosa può essere andato storto sotto quel cielo stellato sempre uguale, in quel villaggio fondato sugli insegnamenti dei Padri, in quella comunità che viveva di principi, di amore e di rispetto, di regole “scolpite nella pietra”? Cosa manda alle ortiche una storia d’amore, cosa devasta il villaggio, cosa ha rovinato il Sogno – come fare? “It's gonna be a long walk home / Hey pretty darling, don't wait up for me”… E, mentre le liriche operano uno di quei rari miracoli che si avvera quando la dimensione personale e intimista del personaggio rivela in un minuto la realtà del suo tempo (della sua America), la E Street Band completa l’opera: attende rispettosa nel momento della disillusione, per poi crescere ed esplodere compatta e rumorosa per restituire la Speranza. Chitarre e sax, tastiere meno in evidenza che in passato, il solito suono epico: veramente una versione di qualità del ‘wall of sound’ di cui il vecchio Phil Spector andrebbe fiero (lo ritroveremo anche in “Living in the future”, “You’ll be coming down” e “Gypsy biker”, liricamente più ordinarie ma anche esse nate per il palco).
Il suono di “Magic” convince perché dimostra la crescita della relazione tra Springsteen e O’Brien - che si rivela soprattutto nella dominanza delle chitarre sulle tastiere ottenuta senza causare grossi traumi all’equilibrio che è da sempre il punto di forza della E Street Band, una squadra prima ancora che una rock band; meno bene si può dire degli arrangiamenti che, talvolta, virano bruscamente sul pop, con risultati non sempre brillanti. Fa eccezione “Girls in their summer clothes”, in cui Bruce canta alla Roy Orbison su un tappeto Sixties, con armonie che ricordano i Beach Boys migliori e in un’atmosfera vintage ma credibile. Però, prima di giudicare severamente O’Brien, attendiamo i concerti: se Springsteen prenderà direzioni diverse con i pezzi nuovi…
. “Magic” è un album di buona qualità in cui svettano alcuni testi, decisamente all’altezza dei momenti migliori dell’autore: si leggano soprattutto quello della title track (in cui il titolo non è mai menzionato) e quello di “Devil’s arcade”, un’altra grande canzone oltre la già citata “Long walk home”. La profondità dei versi e delle immagini è tale da rendere i pezzi quasi multimediali (sembra di guardarli, oltre che ascoltarli). Di fronte a toni e scorci molto aspri prima ancora che tristi o pessimistici ci si chiede se questa sia forse una piccola svolta politica, se sia un passaggio militante della carriera di Springsteen. Beh, a tratti è più che un piacevole sospetto; però ricordiamo che i brani di Springsteen sono soprattutto i suoi personaggi, quindi in “Magic” la “visione” ampia si mescola spesso con momenti romantici e intimisti (e su questo versante, è struggente la dedica che è “Terry’s song”, il dodicesimo brano fantasma scritto per commemorare la recentissima scomparsa del vecchio amico e collaboratore Terry Magovern).
“Ho una sega scintillante / Mi serve solo un volontario / Ti taglierò a metà / Mentre ridi da un orecchio all’altro… / Non fidarti di nulla di ciò che ascolti / E meno ancora di quello che vedi”. Questa è Magia.

(Giampiero Di Carlo)

TRACKLIST:
“Radio nowhere”
“You'll be comin' down”
“”
“Livin' in the future”
“Your own worst enemy”
“Gypsy biker”
“Girls in their summer clothes”
“I'll work for your love”
“Magic”
“Last to die”
“Long walk home”
“Devil's arcade”
“Terry’s song” (Bonus-ghost track)

(13 Set 2007)

© Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.

Bruce Springsteen
Acquista questo CD!
Diventa fan di Rockol su Facebook!
DIVENTA FAN DI ROCKOL SU FACEBOOK
Le più lette di Rockol!
Latest News: le ultime 24 ore Le recensioni più lette Pubblica la tua recensione RSS Dischi recensioni concerti recensioni concerti ricerca avanzata recensioni in vetrina uscite libri dvd mixtape
Artisti - News - Concerti - Dischi - DVD - Recensioni - Commenti - In vetrina - Uscite disc. - Musicstore - Rockoff - Biografie - Classifiche - Sondaggi - Musicvideos - Photo Gallery - Realtime - Oggi nel rock - Buon compleanno - Links - Chi l'ha detto? - Archivio interviste - Libri - RSS - Widgets - MySpace - Rockol Mobile - Rockol Universe - RockOL Shots - Copyright - Crediti - Email - Pubblicità - Site Map - MixTape - Twitter Music - MusicReporters