TAGS: PLANET EARTH,
Prince,
Soul / R&B
Ci sono artisti che, ad un certo livello, possono fare quasi tutto egregiamente, con il minimo sforzo. Prendete Prince: da tempo ha capito che con i colpi di testa non bisogna esagerare. Meglio allora non forzare la mano con troppa musica, o con idee e nomi troppo astrusi. Insomma, il “folletto di Minneapolis” ha imparato a contenersi, ad accettare qualche compromesso: essere chiamato con il suo nome più famoso – pur continuando ad usare l'impronunciabile simbolo; a non pubblicare troppo materiale o a dirigere le cose più difficili o torrenziali solo ai fan. Ha imparato a gestire meglio i suoi rapporti con la discografia, concedendo i dischi in licenza di volta in volta senza contratti capestro. Il risultato è che da qualche anno Prince è tornato Prince, con dischi più che dignitosi, come questo “Planet earth”, che viene distribuito nuovamente da Sony (che curò “Musicology”), dopo la breve parentesi con Universal per “3121”.
Certo, qualche colpo di testa – o qualche bizzarra trovata di marketing - salta ancora fuori, come l'idea di regalare il disco ai lettori di una rivista inglese, cosa che ha fatto infuriare molti operatori (si dice che svaluti il prodotto. Vero, ma dove erano queste anime candide quando è iniziata la stagione dei concerti gratuiti, però pagati da aziende sponsor?).
Altre idee bizzarre riguardano la copertina tridimensionale (con quella tecnica di sovrapposizione abusatissima negli ultimi tempi, resuscitata dopo essere stata molto di moda negli anni '80) e il fatto che il cd non contiene ne titoli delle canzoni, né testi, che bisogna andarsi a recuperare sul sito dell'artista
Già, qua siamo alla diatriba o alla scusa per fare notizia, ma il disco? Dignitoso, appunto. Da un lato c'è la notizia della ritrovata collaborazione con Sheila E. e Wendy&Lisa. Dall'alltro, “Planet earth” soffre di alti e bassi. Inizia benissimo, con la title track (dai toni un po' profetici ed apocalttici, che fanno parte del personaggio), e con “Guitar”, che insieme agli altri brani veloci (“The one U wanna C”, su tutte) da un tono assai piacevole al disco. Che però cade sulle canzoni più lente, scivolando sul banale in diversi momenti.
Insomma, il massimo risultato con il minimo sforzo. Un disco da consigliare, se vi piace il personaggio e la sua musica, se siete in grado di sopportare qualche caduta di tono.
(Gianni Sibilla)
TRACKLIST:
"Planet earth"
"Guitar"
"Somewhere here on earth"
"The one U wanna C"
"Future baby mama"
"Mr. Goodnight"
"All the midnights in the world"
"Chelsea Rodgers"
"Lion of Judah"
"Revelation"
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